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Venezuela al voto con l'inflazione alle stelle

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Venezuela al voto con l'inflazione alle stelle

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Un Paese stremato in cui è difficile trovare cibo, medicine, ogni bene di prima necessità.

A 5 giorni dal voto per le presidenziali in Venezuela, un voto che praticamente vuole solo il presidente uscente Nicolas Maduro, il popolo è stremato: "Il poco che abbiamo se ne va per il cibo, il resto per le medicine, ecco dove sono adesso: a caccia dell'offerta più economica, i venditori ambulanti sono quelli che vendono al prezzo più conveniente" - racconta un pensionato.

In Venezuela l'inflazione galoppa e cresce di centinaia di punti ogni mese, su base annua ad aprile 2018 ha raggiunto il 13.779%, la moneta è polvere. "Ho 1 milione di 500 mila bolivar (1 dollaro e mezzo al mercato nero) e non è abbastanza per comprare la mia medicina" - racconta il pensionato, che quindiandrà a cercare i soldi aggiuntivi di cui ha bisogno e tornerà in farmacia nel pomeriggio sperando che la medicina non sia finita, vista la penuria di rifornimenti. E così è per tutti. Gli scaffali nei supermercati sono vuoti; la produzione del petrolio è in caduta libera tanto che nelle ultime ore, riporta l'agenzia Reuters, Caracas ha rifornito per la prima volta Cuba, uno dei pochi alleati, con barili acquistati all'estero; secondo alcuni economisti l'inflazione potrebbe salire a 100mila punti a fine anno.

In questo scenario il voto di domenica, con 10 partiti che appoggiano Maduro e la sua faccia per 10 volte sulla scheda elettorale, più che mai sembra una farsa.

Gli Stati Uniti, l'Unione europea, come buona parte dell'opposizione interna, da tempo hanno chiesto di sospendere le presidenziali, idem hanno fatto nelle ultime ore, di nuovo, i vescovi venezuelani e i Paesi del gruppo di Lima, cioè la maggioranza dei Paesi del Sud America, riuniti lunedì a città del Messico. Hanno bollato il processo elettorale come "illegittimo e poco credibile".