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Parigi, i testimoni: "abbiamo sentito gridare, un attimo dopo c'era panico ovunque"

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Parigi, i testimoni: "abbiamo sentito gridare, un attimo dopo c'era panico ovunque"

Parigi, i testimoni: "abbiamo sentito gridare, un attimo dopo c'era panico ovunque"
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Sono le 21 - l'ora di punta nel weekend - quando il terrore piomba nel quartiere Opéra, in pieno centro di Parigi. Dai ristoranti tutt'intorno, decine di testimoni assistono alla surreale caccia all'uomo lanciata dal 20enne franco ceneno Khamzat Azimov, già sorvegliato dalla polizia, che lo ha interrogato appena un mese prima per via delle sue simpatie fondamentaliste.

L'uomo si muove tra le affollate brasserie della zona, brandendo un coltello tra le mani insanguinate: aggredisce otto passanti, uccidendo un 29enne e ferendo altre due persone in maniera grave. Man mano che procede, chi si trova sulla sua strada cerca rifugio nei locali, si nasconde sotto i tavoli o tenta almeno di allontanarsi alla meglio.

"Ero al lavoro e all'improvviso ho sentito una donna gridare" racconta Jonathan, cameriere in un bistrot di Rue Monsigny. "Ha provato a rifugiarsi nel nostro ristorante ma purtroppo ha fatto in tempo, quell'uomo è arrivato e l'ha aggredita prima che potesse entrare. E' stato a quel punto che è iniziato il panico: tutti urlavano e cercavano di raggiungere il locale. La donna aggredita è stata aiutata da un suo amico e in qualche modo sono riusciti a fuggire; l'aggressore a quel punto ha semplicemente continuato a camminare col coltello tra le mani insanguinte.Poi lo abbiamo visto entrare in una zona di negozi, e un attimo dopo tutti stavano fuggendo anche da lì, mentre lui li inseguiva a qualche metro di distanza".

Azimov procede ancora per qualche centinaio di metri prima che la polizia lo intercetti. "Uccidetemi o vi uccido" dice agli agenti, che a quel punto decidono di abbatterlo, segno di quanto sia cambiata, negli ultimi tre anni, la modalità con cui le forze di sicurezza in Francia approcciano questo genere di situazioni.

"Abbiamo sentito dei colpi di pistola - racconta Milan Charolloys, passante che si è trovato ad assistere ad uno degli assalti di Azimov - potevano arrivare da 100 o 150 metri di distanza, ma non ne sono molto sicuro. A quel punto sono andato in direzione degli spari e ho incontrato un poliziotto che mi ha chiesto se avessi visto delle vittime e dove fossero. Gli abbiamo mostrato la persona che avevamo visto poco prima, e gli abbiamo chiesto cosa fossero quegli spari: ci ha risposto che l'attentatore era stato neutralizzato"