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Iran, Trump annuncia il ritiro dall'accordo sul nucleare

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Iran, Trump annuncia il ritiro dall'accordo sul nucleare

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Gli Stati Uniti si ritirano dall'accordo nucleare con l'Iran, dando il via libera alla reintroduzione in 90 e 180 giorni delle sanzioni che erano state congelate con l'accordo. Parlando alla nazione in diretta tv dalla Casa Bianca, il presidente americano in un colpo solo ha dunque spazzato via un pilastro della politica estera dell'era Obama, consumato uno strappo senza precedenti con gli alleati europei e gettato l'intero Medio Oriente in una situazione di grande incertezza.

Trump, che in passato per almeno due volte aveva rinviato la decisione, stavolta non ha deluso le aspettative, dando forma e sostanza ai timori per un'escalation dalle conseguenze imprevedibili.

Il capo di Stato ha parlato in diretta dalla Diplomatic Room della Casa Bianca, Washington.

Federica Mogherini, Paolo Gentiloni, Theresa May e gli altri leader europei - inclusa la Russia - si sono detti rammaricati per la decisione e hanno espresso la volontà di tenere fede agli accordi. Dall'Iran, Rouhani ha annunciato che tenterà di salvare gli accordi con gli altri firmatari ma è comunque pronto a riprendere il programma nucleare (tutte le reazioni dei leader mondiali, qui).

Ecco alcuni dei concetti espressi da Trump durante l'incontro coi media.

  • Il regime iraniano non ha i meccanismi adeguati per prevenire eventuali frodi nell'accordo;

  • L'accordo sul nucleare avrebbe dovuto proteggere gli USA e i suoi alleati ma in realtà ha permesso all'Iran di continuare l'arricchimento dell'uranio

  • Continuare ad avallare l'intesa causerebbe una corsa agli armamenti nucleari nel Medio Oriente;

  • Con questi patti, gli Stati Uniti non possono impedire all'Iran di avere la bomba nucleare;

  • L'accordo del 2015 è "disastroso, imbarazzante e che non avrebbe mai dovuto essere firmato";

  • Torneranno le sanzioni "al massimo grado" e tutti i Paesi che aiuteranno l'Iran sul nucleare ne saranno colpiti;

L'intervento di Trump è stato anticipato rispetto alla data del 12 maggio entro la quale gli Stati Unti, come ogni 90 giorni, secondo l'accordo, devono comunicare se l'Iran rispetta o meno l'intesa. Di fatto non c'è ancora una vera e propria cancellazione perchè la questione verrà trasferita direttamente al congresso Usa.

Gli Stati Uniti potrebbero imporre ulteriori sanzioni all'Iran, ha confermato John Bolton, consigliere alla sicurezza del presidente Donald Trump, parlando dopo la conferenza stampa.

Trump mostra la firma sul memorandum dopo l'annuncio REUTERS/Jonathan Ernst

Il Tesoro americano inizierà a reintrodurre le sanzioni all'Iran in 90 e 180 giorni, concedendo di fatto alle aziende dai tre ai sei mesi per chiudere le loro attività in Iran. Lo afferma il Dipartimento guidato da Steven Mnuchin illustrando le tappe del ritiro degli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare iraniano Dopo 90 giorni saranno infatti reintrodotte le sanzioni sull'acquisto di dollari americani dall'Iran e quelle sui metalli e il settore dell'auto. Dopo 90 giorni sarà revocata l'autorizzazione per l'export all'Iran di aerei, componenti e servizi. Le sanzioni legate al petrolio saranno reintrodotte dopo 180 giorni.

"A coloro che fanno affari con l'Iran sarà dato un pò di tempo per fermare le operazioni" nel Paese o ogni affare che coinvolge Teheran", ha reso noto la Casa Bianca avvertendo che alla fine di questo periodo, chi non si sarà adeguato, dovrà fronteggiare "severe conseguenze", ha ammonito Trump.

Venti di guerra in Israele

Pochi minuti prima dell'atteso discorso in cui il presidente americano Trump ha annunciato l'uscita dall'accordo sul nucleare con Teheran, l'esercito israeliano ha ammonito di "essere pronto per vari scenari" e che ogni "aggressione avrà una risposta severa".

Israele ha aperto i rifugi sulle Alture del Golan nel nord del paese e alzato lo stato di allarme, con il richiamo di un piccolo contingente di riservisti, "a causa delle irregolari attività delle forze iraniane in Siria".

Una serie di mosse arrivate dopo giorni di progressivo e crescente allarme, dopo le minacce giunte da Teheran su una imminente ritorsione per gli attacchi, attribuiti allo stato ebraico, contro le postazioni iraniane in Siria. In particolare quello alla base T4 dove sono rimasti uccisi vari membri delle Guardie rivoluzionarie.

Lo stesso capo di stato maggiore Gadi Eisenkot, vista la situazione, ha sospeso stasera il suo intervento alla cerimonia per i 70 anni delle forze armate. Ancora più esplicito è stato il premier Benyamin Netanyahu che ha parlato subito dopo l'annuncio di Trump, definendo la sua decisione "giusta e coraggiosa".

"L'Iran - ha spiegato - vuole servirsi della Siria come base avanzata contro Israele. Siamo determinati a impedire che stabiliscano lì le loro basi. Reagiremo con potenza, il nostro esercito è pronto". Poi ha ammonito: "Se l'Iran provasse ad attaccarci, avvertirebbe la potenza della nostra forza". L'esercito israeliano - che secondo i media ha schierato nella zona ulteriori Iron Dome, sistemi antimissili - ha sottolineato che la popolazione del nord del paese deve "restare attenta alle istruzioni che saranno date se necessario".

L'ambasciata Usa in una mossa giudicata inusuale ha emesso un avviso ai propri dipendenti e ai cittadini americani di non recarsi sulle Alture del Golan "a causa della recente tensione nella zona". La missione ha anche avvisato il proprio personale di "monitorare i giornali locali e di restare aggiornati sulle disposizioni di emergenza del Fronte del Comando interno". "Questi - ha ammesso il ministro Moshe Kahlon - sono i giorni di maggiore tensione da quando ho fatto ingresso nel Consiglio di difesa del governo. Ma le nostre forze armate sono pronte ad affrontare qualsiasi evenienza". Il richiamo del primo contingente dei riservisti, secondo i media, per ora riguarda l'aviazione e le unità di intelligence