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Nucleare, correva l'anno 2015...

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Nucleare, correva l'anno 2015...

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Correva l'anno 2015. Dopo circa due anni di stretti negoziati venne trovato uno storico accordo sul nucleare iraniano tra l’Iran e i paesi del cosiddetto 5+1, cioè i membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU con potere di veto (Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Russia e Cina) più la Germania. L'ultimo round tra le parti si è consumato a Vienna alla presenza dell'Alto rappresentante dell’Unione europa per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini il cui primo commento è stato: "Non è solo un accordo, è un buon accordo, un buon accordo per tutte le parti".

Ma come si è arrivati al 2015?
Negli ultimi trent’anni l’Iran ha rappresentato uno dei più grandi problemi della politica estera di diversi stati occidentali. Nel 1979 una rivoluzione fece nascere qui una Repubblica Islamica in quello che finora era sotto il governo dello scià e per i paesi occidentali questo divenne un problema serio, vista l’importanza che la regione aveva sul piano della produzione ed esportazione di gas e petrolio. Poi la lunga guerra contro l'Iraq di Saddam Hussein e alcune collaborazioni con regimi considerati avversari dell’Occidente e dal 2006 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU impose diverse sanzioni economiche e commerciali sull’Iran per fermare i tentativi iraniani di costruzione della bomba atomica.

Infine le trattative e quindi l'accordo secondo il quale i paesi occidentali hanno concesso di eliminare progressivamente quelle sanzioni, mentre l’Iran ha accettato di limitare il suo programma nucleare permettendo controlli periodici da parte dell’ONU alle sue installazioni nucleari. Installazioni che l’Iran ha dichiarato di usare solo per sviluppare il nucleare con scopi civili, e non militari come invece accusavano i paesi occidentali. Inoltre per l'Iran sono stati previsti altri limiti e vincoli della durata anche di 25 anni e in quei giorni, l'allora presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, difese con forza l’accordo.

Accordo che fu subito minacciato quando alla Casa Bianca arrivo' Donald Trump. "Un accordo orribile" - secondo il nuovo presidente degli Stati Uniti - che deve essere abrogato o "integrato" da altre misure restrittive. Secondo Trump, la revoca delle sanzioni consente all'Iran di continuare la sua politica nella regione del Golfo Persico, in Siria, Yemen, Iraq, quindi l'Iran minaccia gli interessi degli alleati degli Stati Uniti, inclusa l'Arabia Saudita.