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Beirut: proteste post voto e denunce di brogli

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Beirut: proteste post voto e denunce di brogli

Beirut: proteste post voto e denunce di brogli
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Presunti brogli, con il collaterali proteste e annunci di ricorsi. Li denuncia la candidata indipendente Joumana Haddad, giornalista e scrittrice, una delle donne arabe più influenti al mondo, rimasta fuori dal parlamento libanese all'indomani delle elezioni politiche.

Con i suoi sostenitori ha manifestato davanti al ministero degli interni di Beirut. "Basta avere paura delle donne di potere" è la scritta sui manifesti e l'accusa è circostanziata:

"Voglio capire che cosa è successo tra ieri e oggi (tra il 6 e il 7 n.d.r.), e perché oggi nella stanza del comitato elettorale i nostri delegati e osservatori sono stati mandati fuori e qualcuno ha chiuso la porta con la scusa che il sistema era bloccato da un'ora. Cosa è successo in quella stanza perché il risultato cambiasse? Chiediamo una risposta" - dice Haddad.

Nel dettaglio i manifestanti di Beirut lamentano la mancata assegnazione di un seggio alla coalizione indipendente Koullouna Watani che alla fine resta con una sola deputata, Paula Yaacoubian. "Ci spettano due membri del parlamento, non uno. Penso che abbiano lavorato nottetempo perché Joumana non vincesse. Guardate la gente che c'è qui, cosa posso dire?".

Con le ultime elezioni politiche le donne elette al parlamento libanese sono passate da 4 a 6, ma soprattutto è aumentato il numero delle candidate: dalle 11 del 2009 a 86 dell'ultima tornata. Per lo più sostenute da associazioni per i diritti umani e per l'uguaglianza di genere.