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Afghanistan, il cuore del traffico mondiale di oppio

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Afghanistan, il cuore del traffico mondiale di oppio

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I fiori rosa non ci sono più e il campo di Mohammad Nadir è un mare di bulbi verdi che rilascia una linfa viscosa. Una volta essiccata, diventa oppio da cui si producono eroina e diversi prodotti farmaceutici. Mohammad ha 35 anni e dalla coltivazione dei papaveri da oppio guadagna 3.000 dollari l'anno in un Paese dove la media è di appena 600 dollari.

Si lavora a pieno ritmo nelle campagne di Kandahar, nel sud dell'Afghanistan: i braccianti si aiutano a vicenda; bisogna raccogliere il liquido lattiginoso che cola fuori dai bulbi e metterlo in sacchetti di plastica. "Il governo ci ha chiesto di non coltivare papaveri ma noi ignoriamo il divieto - dice Nadir - i talebani invece non ci dicono niente e sono contenti perché guadagnano soldi dall'oppio ogni anno".

In cambio di protezione e della mediazione per la ricerca di trafficanti locali e internazionali, i talebani incassano una percentuale sulle vendite dell'oppio. L'affare, che può contare sul favore di burocrati corrotti, garantisce un approvvigionamento di 9.000 tonnellate metriche l'anno. L'ipotesi di cambiare coltivazione non viene neppure presa in considerazione: abbandonare i papaveri per il grano, ad esempio, farebbe crollare i guadagni di Nadir e degli altri di oltre un terzo.

"Abbiamo chiesto al governo di aiutarci con incentivi per coltivazioni alternative, per esempio pomodori e altri ortaggi, per guadagnare denaro sufficiente a vivere - racconta Mohammad Lal - se ci fosse un'alternativa - dice - non coltiveremmo piu papaveri"

I dati del governo afghano parlano di un incremento della produzione dell'87 per cento rispetto al 2016 con le aree coltivate a papaveri da oppio che registrano un aumento pari al 63 percento. Un boom legato alla diffusione della pianta nel nord del Paese, zona sinora estranea alla coltivazione. L'Afghanistan è la principale fonte di approvvigionamento mondiale di oppio, che rappresenta la stampella dell'economia soprattutto nelle province meridionali afghane.

L'anno scorso il governo ha distribuito piu di 10mila tonnellate di sementi per convincere gli agricoltori a produrre grano, ma in molti casi - dicono fonti ministeriali - non c'è stato cambio di coltivazione.