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Duplice attentato Afghanistan, Kabul piange i morti

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Duplice attentato Afghanistan, Kabul piange i morti

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Si sono tenuti a Kabul i funerali del fotografo della AFP Shah Marai, tra le almeno 26 persone (8 delle quali giornalisti) rimaste uccise nel duplice attentato di lunedì 30 aprile rivendicato dall'Isis. Capo della redazione locale dell'agenzia, con i suoi scatti - pubblicati su giornali di tutto il mondo - Marai ha documentato per oltre vent'anni il conflitto in Afghanistan.

Due gli attacchi che hanno preso di mira proprio i reporter e gli operatori dei media nella zona di massima sicurezza della capitale afgana: il primo è stato causato da una moto bomba. Il secondo attentatore invece si è finto giornalista mescolandosi tra la folla dei cronisti accorsi sul luogo del primo attentato e ha attivato la bomba nascosta nel giubbotto. I due si sono fatti esplodere a distanza di mezz'ora l'uno dall'altro proprio a ridosso del quartier generale della Nato causando anche 49 feriti.

Tra dolore e rabbia, i familiari e gli amici dei giornalisti uccisi hanno puntato il dito contro il governo ritenendolo responsabile di questi attacchi e dell'insicurezza del paese.