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Varoufakis smentisce Juncker sulla Grecia

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Varoufakis smentisce Juncker sulla Grecia

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Se non è un appello alla mobilitazione, poco ci manca. Yanis Varoufakis, ex ministro delle finanze di Atene, sceglie Lisbona e le celebrazioni per l'anniversario della Rivoluzione dei Garofani per dire due cose. Intanto, che è necessario dare vita a un movimento progressista paneuropeo che combatta il capitalismo tecnocrate dell'attuale Unione Europea. E, in seconda battuta, ma d'estrema attualità, per rigettare la visione edulcorata del presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, che sulla situazione greca ha parlato di paese normalizzato dopo l'estate 2018 e risultati economici incoraggianti

"Ogni giorno è peggiore di quello precedente - ha dett l'ex ministro - tutti quelli che parlano di ripresa e che sostengono che la Grecia è uscita dal guado non fanno altro che insultare una popolazione ferita. Noi dobbiamo fare i conti con una costante riduzione delle pensioni e dei salari. Lo sanno che il 33 percento dei greci lavora per meno di 380 euro al mese? Lordi, prima di pagare le tasse"

La risposta dell'economista greco sta nell'unione di partiti e movimenti della sinistra europea. La piattaforma è quella fondata da Varoufakis, Diem 25, per rilanciare l'idea di un'Europa dei popoli

"Diem 25 è il tentativo di fare quello che i nostri nonni non sono riusciti a fare nel 1930. Ricordate dopo il 29? I progressisti dei diversi paesi hanno fallito nel tentativo di unirsi, cosi come i diversi partiti politici, per impedire l'abisso del nazismo e della guerra. Dobbiamo farlo adesso perché siamo minacciati da un pericolo simile, che si riscontra nell'ascesa dell'ultradestra ovunque"