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Napoli: pianificava attacco, arrestato immigrato del Gambia

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Napoli: pianificava attacco, arrestato immigrato del Gambia

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Aveva giurato fedeltà allo Stato Islamico e stava pianificando un attacco terroristico. Venerdì scorso un immigrato del Gambia è stato arrestato in un centro di accoglienza a Licola, in provincia di Napoli, nel corso di un'operazione antiterrorismo condotta da polizia e carabinieri.

Il gip ha convalidato il fermo martedì 24 ed emesso a suo carico una ordinanza di custodia cautelare con l'accusa di partecipazione all'associazione terroristica denominata 'Islamic State' o 'Daesh'.

L'uomo si chiama Alagie Touray, ha 21 anni, ed era titolare di un foglio di soggiorno provvisorio, in attesa che venisse esaminata la sua richiesta di asilo politico. Nel corso degli interrogatori avrebbe ammesso di aver ricevuto la richiesta di lanciarsi con un'auto sulla folla in una chat su Telegram, anche se poi avrebbe aggiunto di non avere intenzione di farlo davvero.

Tra gli indizi raccolti a suo carico c'è anche un video, pubblicato sempre su Telegram, in cui il giovane giura fedeltà al califfo Al Baghdadi. "Giuro fedeltà al califfo dei musulmani Abu Bakr Al Quraishi Al Baghdadi, nei momenti difficili e facili, nel mese di Rajab giorno 2, e Allah è testimone di quello che dico", le sue parole. Sulla chat chiedeva ai confratelli islamici di pregare per lui. "Sono in missione", scriveva.

Il giovane era sbarcato un anno fa a Messina con altri 638 migranti, 209 dei quali venivano dal Gambia ed erano partiti dalla Libia. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati in una conferenza stampa a cui hanno preso parte tra gli altri il procuratore di Napoli Giovanni Melillo, il capo della polizia Franco Gabrielli, il questore di Napoli Antonio De Iesu e il comandante del Ros Pasquale Angelosanto.

I precedenti degli ultimi mesi: arresti e perquisizioni in diverse città d'Italia

L'operazione di Napoli è l'ultima di una serie condotta dalle forze dell'ordine negli ultimi mesi. Lo scorso 28 marzo a Torino era stato arrestato Elmahdi Halili, 23enne di origini marocchine (naturalizzato italiano), autore del primo testo di propaganda dell’Isis in italiano, accusato di "partecipazione all'associazione terroristica dello Stato Islamico".

Nella stessa giornata erano state effettuate delle perquisizioni in varie città d'Italia (Milano, Torino, Napoli, Modena, Bergamo e Reggio Emilia) nei confronti di soggetti legati ad ambienti dell'estremismo islamico - tra cui anche alcuni italiali convertiti all'Islam - accusati di aver svolto una campagna di radicalizzazione e proselitismo in rete.

Il 27 marzo a Foggia era finito in manette il 59enne italiano di origine egiziana Abdel Rahman, accusato di indottrinare i bambini sul martirio durante le lezioni di religione che teneva due volte a settimana nella sede dell'associazione culturale islamica "Al Dawa", di cui era presidente.