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A Bruxelles per provare a risolvere la situazione siriana

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A Bruxelles per provare a risolvere la situazione siriana

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L'Unione europea e l'ONU non si aspettavano certo una svolta nel conflitto siriano grazie alla seconda conferenza dei Paesi donatori a Bruxelles, ma sono riusciti ad avere una cinquantina di Paesi partecipanti, che hanno discusso della soluzione politica nella regione.

Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha dichiarato: "Una vittoria militare potrebbe arrivare ed è vero che ci sono alcuni attori che seguono questo tipo di strategia. Ma poi, cosa potrebbe succedere il mese successivo? Due mesi dopo? Un anno dopo? L'Isis potrebbe ritornare, il Paese non verrebbe ricostruito, anche per ragioni pragmatiche ... A chi dareste quindi i soldi? È realistico pensare che qualsiasi istituzione internazionale potrebbe dare dei soldi ad Assad?"

Durante la conferenza, la comunità internazionale si è impegnata a mettere sul tavolo 4,4 miliardi di dollari per il 2018 e 3,4 miliardi per il 2019 e oltre.

"Vorremmo sfamare circa 4 milioni di persone, ma in questa fase non abbiamo fondi sufficienti per dare da mangiare a più di 3 milioni di persone in Siria, un Paese nel quale 6 milioni e mezzo di persone sono bisognose e non sanno quando avranno da mangiare", spiega David Beasley, direttore del Programma Alimentare Mondiale. "Se non riceviamo i fondi di cui abbiamo bisogno, allora possiamo parlare di instabilità. Qualcosa che potrebbe creare il caos in una regione già caotica".

Isabel Marques da Silva, euronews: "L'Unione europea ha giocato un ruolo importante nel tentativo di mobilitare aiuti umanitari in Siria. Ma la sua influenza politica non si è ancora tradotta in un negoziato di pace e il popolo siriano continua a pagare il prezzo della guerra".