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Bilaterale Macron-Trump: verso un nuovo accordo per l'Iran

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Bilaterale Macron-Trump: verso un nuovo accordo per l'Iran

Bilaterale Macron-Trump: verso un nuovo accordo per l'Iran
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Nonostante le diverse posizioni su una serie di temi, la conferenza stampa a Washington a margine del bilaterale tra il presidente Trump e Macron ha sancito l'intesa e la collaborazione tra i due leader. Iran, Corea del Nord, Cina e Siria gli argomenti centrali del confronto

Donald Trump:

Abbiamo discusso la situazione in Siria quale parte di un discorso ampio. Quando hanno fatto l'accordo sull'Iran avrebbero dovuto includere anche la Siria nell'intesa . Avrebbero dovuto trovare un trattato che coprisse anche lo Yemen, ma anche altre parti del Medio Oriente in cui è coinvolto l'Iraq cosi come l'Iran. Non l'hanno fatto

La posizione del Presidente francese Macron è in linea con quella di Trump: la questione Iran, non riguarda soltanto il nucleare ma tutta la regione mediorientale per il ruolo di Teherean nell'area e gli equilibri con gli altri paesi.

Emmanuel Macron:

Ci siamo focalizzati in particolare sul dare un significato comune a quello che sta accadendo in Siria, Yemen e Iraq ma anche sul fatto che il nucleare non è l'unico tema , c'è anche la questione dell'attività balistica e la presenza dell'Iran in diversi regimi nella regione. La nostra volontà era quella di creare stabilità nella regione. Dal momento in cui abbiamo creato i presupposti per una convergenza di vedute, l'idea di procedere verso un nuovo accordo che includa l'intesa sulla Siria a me sembra un grande risultato dello scambio avuto oggi

E sempre sulla Siria Il presidente statunitense è stato chiaro: "Riporteremo le truppe a casa, quando avremo conseguito quello che vogliamo". Al centro delle discussioni anche il dossier Corea del Nord: "Gli Usa non hanno fatto alcuna concessione", ha sottolineato Trump, che ha aggiunto: "vogliamo vedere il disarmo nucleare del paese".

Il presidente americano ha sottolineato che il dialogo con Pyongyang serve a garantire la pace anche in Corea del Sud, Giappone e nel resto del mondo.

L'accordo nucleare iraniano

Nonostante le pressioni - anche nella cena di gala alla Casa Bianca - del presidente francese Macron a non ritirarsi dall'attuale accordo sul nucleare iraniano, Trump va dritto per la sua strada. "_Nessuno sa ancora cosa farò il 12 maggio, ma vedremo cosa fare, chissà che io non faccia quello che alcuni si aspettano, sia che sia possibile o meno fare un nuovo accordo con solide fondamenta, perché quello attuale è un accordo con fondamenta deteriorate".

_Il 12 maggio è il termine fissato - quattro mesi fa - da Trump come limite estremo per rinegoziare l'accordo sul nucleare, con un nuovo testi e nuovi parametri. Del resto, il Presidente ha sempre definito 'ridicolo' l'accordo firmato - anche dall'amministrazione Obama - il 2 aprile 2015 a Losanna tra l'Iran e il gruppo 5+1, composto dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (Usa, Russia, Cina, Francia, Regno Unito) più la Germania.

Reazioni da Teheran

E intanto arrivano le prime reazioni da Teheran, con un avvertimento agli Stati Uniti: "Noi crediamo che se gli Stati Uniti dovessero ritirarsi dall'accordo nucleare, la conseguenza immediata, con ogni probabilità, sarebbe che l'Iran faccia la stessa cosa e si ritiri dall'accordo", spiega il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif.
"Ciò che gli Stati Uniti, ciò che il presidente Trump fanno sapere alla comunità internazionale con questo comportamento è che gli Stati Uniti non sono un partner affidabile per i negoziati, perché se si raggiunge un accordo con loro, e un accordo per definizione richiede il dare e avere, loro sono pronti a prendere tutto ciò che hai dato, ma poi a rinnegare le promesse che hanno fatto", conclude Javad Zarif.