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Molenbeek: da fucina di terroristi a terra di grandi speranze

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Molenbeek: da fucina di terroristi a terra di grandi speranze

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Molenbeek centrale europea del terrorismo islamico, Molenbeek radice di tutti i mali, Molenbeek uguale Mordor. Si è detto di tutto di questo comune di Bruxelles, impegnato a combattere una doppia lotta, contro la radicalizzazione e contro la sua triste fama.

A questo scopo è nata la start-up Molengeek, con progetti che puntano a sottrarre i giovani ai reclutatori di jihadisti.

Ibrahim Ouassari, fondatore di Molengeek, è ottimista: "Io i giovani di Molenbeek li vedo più come un plusvalore che come un problema. Li vedo davvero come una soluzione, come dei talenti, un potenziale per la nostra società. Io li vedo così, più che come vengono presentati in alcuni media".

È vero però che qui si sono nascosti per anni i responsabili di diversi attentati e sono cresciuti un'ottantina di foreign fighters partiti a combattere con Isil. Come contrastare questa tendenza? Risponde la sindaca di Molenbeek, Françoise Schepmans: "Per noi è fondamentale educare, e quindi ci impegniamo molto in questo senso, organizziamo diverse attività in tutti i quartieri di Molenbeek, perché i cittadini si incontrino e crollino le barriere fra i quartieri. Sono convinta che abbiamo delle potenzialità, a livello culturale, a livello sportivo, molti giovani di Molenbeek sono degli sportivi affermati".

Ma in definitiva, com'è vivere a Molenbeek? È il Triangolo delle Bermude che suggerirebbe la sua fama o il piccolo paradiso descritto dai suoi abitanti?

Il londinese Sam ci studia da febbraio e per ora non è scomparso misteriosamente. "Quando ho cominciato a venire a Molenbeek - confessa - ero un po' nervoso, perché ne conoscevo la reputazione e sapevo che cosa era successo in passato, ma da quando ci vengo ogni giorno non ho mai avuto problemi, sono tutti molto gentili, disponibili e amichevoli".

Entrare a Molenbeek, insomma, non è difficile. E una volta dentro, non ci si trovano solo mostri con kalashnikov ed esplosivo sotto il letto, ma anche - e soprattutto, sembrerebbe - persone normali. E perfino qualche piccione.