ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Maccartismo nel Vaticano: il caso del Cardinale Lercaro

Lettura in corso:

Maccartismo nel Vaticano: il caso del Cardinale Lercaro

Maccartismo nel Vaticano: il caso del Cardinale Lercaro
Dimensioni di testo Aa Aa

La fervida Bologna dona al cinema un’opera che cambia ancora l’opinione sull’Italia e la Chiesa del dopoguerra. «La cristianità storica, come si usa chiamare, non sempre, anzi, raramente è stato il cristianesimo. Quanti secoli ha mantenuto l'istituto della schiavitù, la guerra? Il razzismo vive ancora in terreni cristiani, nelle scuole cattoliche. Perché abbiamo tradito il Vangelo così? » Sono le parole roventi che il Cardinal Giacomo Lercaro (Genova 1891 – Bologna 1976) , arcivescovo di Bologna dal 1952 al 1968, usò e che gli valsero una platea sterminata.

Adesso il documentario “Secondo lo spirito” del regista Lorenzo K. Stanzani, denso di immagini e audio inediti, come quelle di una serena giornata che Lercaro trascorse insieme ad Aldo Moro, straccia il velo su questo protagonista dimenticato della Chiesa Novecentesca che nel pieno della guerra fredda si consacrava tutta ai poveri nella consapevolezza dell’assurdità dei conflitti armati e della guerra del Vietnam in particolare.

Pietra miliare del sacerdote scomodo resta l’omelia del 1 gennaio 1968 in San Petronio quando condannò i bombardamenti americani sul Vietnam del nord affermando che davanti al male “la via della Chiesa non è la neutralità ma la profezia”.

L'audio originale e integrale dell'omelia

Erano tempi in grande accelerazione. Già all’inizio degli anni Settanta a Roma non era raro trovarsi ad assistere a proiezioni dei filmati in cui i bambini nordvietnamiti venivano arrostiti dal napalm dell’aviazione statunitense e avvertire un senso di liberazione fino all’applauso quando i vietcong riuscivano ad abbattere quegli aerei. Non parliamo di proiezioni clandestine ma di documentari passati nelle molto borghesi rassegne che l’Istituto Italo Latino Americano (una creatura democristiana) esibiva nei suoi lussuosi saloni dell’Eur davanti ad una esotica società internazionale.

Eppure 4 settimane dopo la sua mitica omelia Lercaro veniva invitato a lasciare il governo della diocesi. Che Lercaro fosse stato rimosso e non se ne fosse andato volontariamente "per ragioni di salute" lo aveva affermato nel 1986 don Giuseppe Dossetti, che affiancò il cardinale durante il Concilio Vaticano II e ne fu pro-vicario.

Nella Pasqua del 1968 Lercaro scrisse a Papa Paolo VI che "nella vicenda in cui sono ancora al centro, né la procedura mi appare legittima, né il merito adeguato", e fa allusione al "peso di una pubblicazione infamante alla quale uomini investiti di uffici presso la Curia hanno dato mano".

Un caso di inutile “Maccartismo” nostrano visto che Papa Montini – secondo quanto ha affermato Andrea Riccardi, docente all' Università di Roma - "aveva avviato in quell' epoca rapporti con il presidente americano Lyndon B. Johnson”, forse con l' intento di proporre la Santa Sede come mediatrice nel conflitto indocinese.

Mentre i vescovi statunitensi benedicevano la crociata anticomunista in Vietnam come poteva permettersi Don Lercaro di creare imbarazzo? In realtà l’opera di vigilanza anticomunista era probabilmente molto attiva nella rossa Emilia Romagna e andrebbe a giusto titolo ricordata la pervasività globale dei servizi segreti italiani teleguidati da Washington.

Ci riferiamo al dossier Sifar sul Cardinale Gregorio Pietro Agagian di origine armena che fu in ballottaggio fino all’ultimo col cardinale Roncalli, poi diventato Giovanni XXIII nel conclave del 1958.

Il dossier, firmato dal generale Viggiani (stretto collaboratore del generale De Lorenzo) fu inoltrato in Vaticano nel giugno del 1963 a soli 20 giorni dal conclave che avrebbe eletto Montini al soglio di Pietro. In quelle carte si indicava una liaison pericolosa dell’ormai anziana sorella di Agagian, Elisabetta Papikova, amica di un segretario dell’ambasciata sovietica a Roma anche lui armeno. Non si poteva certo eleggere un papa “russo”!

Il prezioso film “Secondo lo spirito” parla al pubblico con la verità delle testimonianze e delle immagini. Noi ricordiamo adesso questo grande servitore della cristianità ringraziando anche TV 2000 che mette in onda l’opera il 22 aprile in prima serata e lo facciamo con le parole che ci ha lasciato lo stesso Giacomo Lercaro: “Tutta la cristianità deve testimoniare il Vangelo, così come Cristo lo ha predicato, nella sua integrità, nella purezza, nella sua genuinità. Allora guardate che non c'è schiavitù, razzismo o guerra. Dobbiamo approfondire il Vangelo nella vita, nella meditazione. Non è più possibile vivere da spettatori, senza tradire il nostro battesimo».