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Belgio, mecca del mercato nero delle armi da fuoco

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Belgio, mecca del mercato nero delle armi da fuoco

Belgio, mecca del mercato nero delle armi da fuoco
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Per i terroristi è sempre più facile procurarsi armi da fuoco di livello militare in Europa. Emergono dati inquietanti dall'ultimo rapporto presentato al parlamento fiammingo questa settimana dal Flemish Peace Institute. Euronews ha cercato di capire come queste armi arrivano sul mercato nero.

"Molti dei fucili che vengono trafficati qui provengono principalmente dai Balcani occidentali e facevano parte dell'arsenale che i privati cittadini usavano durante le guerre degli anni '90", spiega Nils Duquet, ricercatore e autore del rapporto. "Ma queste armi da fuoco di tipo militare a volte sono state vendute legalmente come armi disattivate, come armi acustiche, ed è davvero facile riattivarle dai criminali. Sappiamo che i terroristi che hanno legami con la criminalitàorganizzata possono acquisire anche questo tipo di armi*.

Ma chi sono i principali acquirenti ? In un primo erano i gruppi terroristici come l'IRA e l'ETA, ma adesso vediamo che le reti terroristiche jihadiste e altri gruppi u sano sempre di più le armi fa fuoco come modus operandi per gli attacchi terroristici, ad esempio negli attacchi a Parigi nel 2015. Ma c'è un altro gruppo di terroristi che usa anche armi da fuoco e appartiene alle frange di destra. L'esempio più noto è Andres Breivik che ha usato armi da fuoco per uccidere più di 60 persone in Norvegia.

Quanto è facile ottenere le armi da fuoco in Belgio? Siamo un paese che è noto per le sue armi. Produciamo armi da fuoco da centinaia di anni. Fino al 2006 c'era una legislazione molto mite, per questa ragione i criminali venivano spesso in Belgio per acquistare armi. Alcune di queste armi riattivate si trovano anche Belgio, per via della presenza di persone che hanno sufficiente esperienza e sanno come maneggiare le armi da fuoco.

Cosa sta facendo l'Unione europea per fermare questo tipo di attività? Sta rafforzando la posizione di EUROPOL, rendendo il contrasto al traffico di armi da fuoco una priorità, il che vuol dire migliorare la cooperazione tra gli Stati membri.