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Space: Come i satelliti stanno cambiando lo studio degli oceani

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Space: Come i satelliti stanno cambiando lo studio degli oceani

Space: Come i satelliti stanno cambiando lo studio degli oceani
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Jeremy Wilks, in questa puntata di Space si occupa di oceani e della ricerca che riguarda la superficie dei mari. Dal Nord della Francia per osservare le alghe fino al sud dell'Inghilterra dove anche i surfisti possono contribuire alla ricerca, tutto questo grazie all'utilizzo dei satelliti.

LA SMART FIN, LA PINNA INTELLIGENTE

Bob Brewin sta testando una nuova tecnica nell'oceanografia mediante l'uso dei satelliti, grazie al surf.

La sua idea è di utilizzare la tavola per misurare la temperatura superficiale del mare, per poi sfruttare queste misurazioni per capire meglio i dati che arrivano dal satellite europeo Sentinella-3.

BOB BREWIN, Ricercatore del Plymouth Marine Laboratory:

"In questa parte dell'oceano vicino alla costa mancano le verifiche, nel senso che non sappiamo quanto siano accurate o precise le misurazioni effettuate con il satellite".

Bob vuole risolvere il problema con una tecnologia che si chiama Smart-Fin:

BOB BREWIN, Ricercatore del Plymouth Marine Laboratory:

" Questa Smart-Fin è della stessa misura e peso di una normale pinna da surf, ma al suo interno contiene un sensore per la temperatura, un GPS, un dispositivo per misurare il movimento ed ha anche la capacità di funzionare con il Bluetooth per permettere di trasferire i dati dalla pinna al telefono portatile".

Quindi ogni volta che Bob surfa, la pinna registra la temperatura.E' un nuovo modo per monitorare la costa, un luogo importante per molte forme di vita, ed è sensibile al cambiamento climatico.

BOB BREWIN, Ricercatore del Plymouth Marine Laboratory:

"Questa è una regione di vitale importanza per i nostri mari, perchè contiene un alto llivello di biodiversità, di produttività marina, ed è il luogo dove si sviluppano importanti specie di pesci. E' anche l'habitat di molti vertebrati marini, come alcuni tipi di uccelli, ad esempio l'uria ed altri".

"Il sogno è di vedere un giorno dei surfisti e non solo loro, ma anche gli amanti dello sport d'acqua come gli appassionati di canoa, di paddleboard che amano l'oceano attrezzati con questo tipo di tecnolgia. Possono misurare elementi molto importanti come la temperatura che può essere utilizzata in modo sinergico per cercare di migliorare i dati dei nostri satelliti".

Questo mese, Il satellite Sentinella -3B raggiungerà l'altro satellite già in orbita il Sentinella-3A.

Entrambi misurano la temperatura della superficie del mare e il colore degli oceani.

Verranno fatti funazionare a 30 secondi di distanza l'uno dall'altro per verificare che funzionano correttamente:

GUIDO LIVRINI, Esa

"Il motivo per cui li facciamo funzionare in modo ravvicinato ci serve all'inizio per calibrare e verificare le misure che otteniamo dal 3A che è già stato validato con le rilevazioni che ricaviamo dal suo dispositivo gemello il Sentinella 3B. Successivamente avremo una costellazione in orbita di due satelliti che forniranno dati da poter confrontare, della stessa qualità ma in maniera più frequente rispetto a quanto riesca a fare un solo satellite".

Precisione e frequenza è cio che davvero interessa a questi scienziati dell'organizzazione francese di ricerca IFREMERche studia le alghe nelle acque della Normandia.

Ogni due settimane misurano la temperatura, il grado di salinità e di ossigeno nell'acqua lontano dalla costa e li combinano con i dati del Sentinella 3.

TANIA HERNÁNDEZ FARIÑAS, Ricercatrice IFREMER

"Stiamo misurando diversi parametri abiotici. Questi dati vengono utilizzati per essere messi in relazione con le efflorescenze algali, ovvero la crescita delle microalghe e sono quest'ultime che cerchiamo di osservare a partire dal satellite che ha una copertura spaziale e temporale più importante".

"Bisogna tenere presente che si tratta di comunità biologiche, dunque le analisi devono essere effettuate il più velocemente possibile. Ovvero una volta che abbiamo fatto delle rilevazioni in mare torniamo subito in laboratorio per iniziare tutte le analisi".

FRANCIS GOHIN, Direttore laboratorio di ricerca, IFREMER

"Abbiamo analizzato tutti i dati sul colore dell'acqua che arrivano dalla Nasa e dall'Esa degli ultimi 20 anni allo scopo di segure l'evoluzione della quantità del fitoplancton giorno dopo giorno intorno alle acque costiere del Canale della Manica e della Baia di Biscayne. Quello che abbiamo visto è una riduzione relativa nella quantità di fitoplancton specialmente nel periodo estivo".

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