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Salvini: "via i veti", ma Di Maio lo gela su Berlusconi

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Salvini: "via i veti", ma Di Maio lo gela su Berlusconi

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Una poltrona per due. Non è il remake di un famoso film, ma in pratica quello che sta accadendo a Palazzo Giustiniani da un paio di giorni dove la Presidente del Senato Casellati, sta cercando di trovare la quadra per dare un Governo al Paese. Salvini contro Di Maio, o viceversa. Incontri, telefonate e prove di dialogo tra i due, per quello che pero' tutt'ora è un nulla di fatto. Il secondo giro di consultazioni stavolta l'ha iniziato il leader della Lega Salvini.

SALVINI

"Sì, ci sono dei segnali di novità dal M5S, confidiamo oggi in quel che dirà Di Maio. Ieri siamo usciti di qui con gli schiaffoni, se oggi usciamo con i sorrisi metà dell'opera è fatta, il resto lo facciamo la prossima settimana. Speriamo che oggi sia il giorno buono: confidiamo che si possa fare un governo di chi ha vinto le elezioni. Se cadono i veti, se cadono i 'no' si può iniziare a lavorare".

Auspici, quelli del leader del centro destra caduti nel nulla poche ore dopo, quando a salire nelle stanze di Palazzio Giustiniani è toccato nuovamente al Movimento Cinque Stelle. All'uscita Di Maio ha ribadito che c'è disponibilità per un contratto di governo con il solo Salvini, magari con l'appoggio esterno di Forza Italia e Fratelli d'Italia, ma niente tavolo con Berlusconi e la Meloni. Il leader pentastellato è stato chiaro: "Il movimento ce la sta mettendo tutta, ma oltre certi limiti non possiamo andare".

DI MAIO

"Con molta onestà vi dico: andremo avanti ma senza pensare a colpi di scena a Di Maio al tavolo con quattro partiti a trattare sui ministri, a Di Maio al governo senza essere alla presidenza del Consiglio, immaginatevi se M5s potrebbe essere disponibile a ciò". "Con Matteo Salvini abbiamo avuto sintonia su vari temi. E' chiaro che ci sia disponibilità a discutere su programmi", ha detto ancora Di Maio. "Ce la stiamo mettendo tutta ma oltre determinate barricate non possiamo andare, ho detto chiaramente che c'era disponibilità a firmare un contratto con Matteo Salvini a formare un governo. Sulla base di quel governo ho detto a Matteo Salvini che siamo disposti ad accettare che quel contratto e quel governo firmato con lui fosse sostenuto da Fi e Fdi, ma era chiaro ed evidente che l'interlocuzione è tra noi due". "Se poi mi si chiede di sedermi a un tavolo con tre forze politiche, Di Maio Salvini, Berlusconi e Meloni per concordare un programma di governo e personalità che vengono dalle singole forze politiche voi capirete che è molto complicato per noi digerire questo scenario".

Intanto il reggente di Palazzo Chigi, Paolo Gentiloni ha cercato di tranquillizzare gli italiani: "L'attuale governo è impegnato su piu' fronti, anche in Europa, nessuno ha staccato la spina , ma certamente serve una soluzione politica in tempi rapidi che dia certezza del ruolo dell'Italia". Parole di un Premier che resta in sella, in attesa che all'orizzonte appaia qualcuno cui riconsegnare l'ormai famosa campanella.