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La pesante eredità dei Castro

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La pesante eredità dei Castro

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Per sei decenni i Castro hanno tenuto in mano le redini di Cuba. Da quando Fidel dichiarò la vittoria della rivoluzione nel 1959, fino a quando il fratello non ha passato il testimone, il nome dell'isola è sempre stato collegato ai due figli di Angel, un immigrato galiziano e Lina, una cubana.

Fidel pose fine alla dittatura di Fulgencio Batista, stabilendone un'altra e dando alla popolazione accesso universale ai servizi sanitari e all'istruzione. La caduta del blocco sovietico, suo principale sostenitore, mise in difficoltà il Paese, in particolar modo dal punto di vista economico.

Quando nel 2008 al potere salì Raúl, questo sorprese i cubani e il mondo intero con una politica più aperta del previsto. Il disgelo con gli Stati Uniti durante l'era Obama, rallentato poi con l'arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump, è stato il suo più grande successo in campo estero.

Per quanto riguarda gli affari interni, il Presidente ha espanso l'attività imprenditoriale privata, ancora povera in un Paese nel quale i due terzi della popolazione lavora nel settore pubblico e lo stipendio medio è di trenta dollari al mese.

"La vecchia mentalità ha battuto Raúl Castro. Il peso della vecchia mentalità è ancora fortemente segnato da alcune linee politiche", spiega Carlos Alzugaray, ex diplomatico cubano.

Raúl ha revocato molti dei divieti ai suoi connazionali, come la possibilità di andare all'estero, avere un'auto, una casa, un telefono cellulare o un forno a microonde. Raúl ha inoltre dichiarato piu volte che Cuba non può incolpare l'embargo statunitense per tutto ciò che non funziona. Ora bisogna vedere se continuerà ad avere un'influenza sull'isola caraibica, in quanto capo del Partito comunista, una posizione che manterrà almeno fino al 2021.