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Facebook, sempre più milioni per lobby a Bruxelles ma ancora non risponde all'invito UE

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Facebook, sempre più milioni per lobby a Bruxelles ma ancora non risponde all'invito UE

Facebook, sempre più milioni per lobby a Bruxelles ma ancora non risponde all'invito UE
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REUTERS/Leah Millis
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Quando si tratta promuovere la sua immagine, Facebook non bada a spese. Dalla sua creazione, il colosso dei social media è stato regolarmente criticato per questioni legate all'uso dei dati dei suoi utenti, come nel recente caso Cambridge Analytica. Non stupisce dunque che rassciurare le istituzioni europee sulla sua correttezza sia la sua priorità.

Dopo le audizioni di fronte al Congresso USA, sono in molti a ritenere che Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, oltre 2.2 miliardi di utenti attivi nel mondo ogni mese, debba rispondere non solo davanti alle autorità americane ma anche a quelle di altri Paesi.

Eppure, come mostrano i dati raccolti da Vox Europ, Facebook sta diventando "uno dei gruppi di lobbying più attivi" in seno alle istituzioni europee, con una spesa annua di milioni di euro.

Gli incontri tra rappresentanti UE e Facebook sono regolari: dal 2014 al febbraio 2018 sono stati registrati 67 rendez-vous con la Commissione.

"Facebook è una delle società che ha avuto più incontri di alto livello con i commissari e con i loro gabinetti", spiega Oliver Hoedeman direttore presso il Corporate Europe Observatory. "Negli ultimi 3 anni Facebook ha tenuto 88 incontri con i vertici della Commissione europea. Per un'azianda americana avere quella capacità di accesso costituisce un dato notevole".

Axel Voss, conservatore tedesco, mette in guardia dalla demonizzazione del lavoro dei lobbisti. "Non dovremmo escludere Facebook e altre imprese dal fare lobby. Favorisce lo scambio di ideee e questo è ciò di cui abbia mo bisogno. Pertanto, sono molto favorevole a dire: sì, riuniamoci e discutiamo di tutto".

Se nel 2013 Facebook spendeva meno di mezzo milione di euro all'anno per fare lobby nella capitale belga, questa cifra è quintuplicata negli anni fino a raggiungere 2.38 milioni per l'anno 2017.

Le agenzie specializzate che forniscono attività di consulenza anche ad altri giganti tecnologici come Microsoft, Amazon e Google sono connesse tra loro e formano una rete, si vede nel grafico di Vox Europ.

Al momento, la compagnia fondata da Zuckerberg dispone di 15 impiegati sul territorio e 6 accrediti per accedere al Parlamento europeo. Nel 2012, per fare un raffronto, era stata accreditata una sola persona.

A Bruxelles ha affittato un nuovo super ufficio a rue de la Loi, non lontano dall'ambasciata USA.

Intanto, nella speranza di ricostruire un clima di fiducia nell'ecosismea digitale -fa sapere l'esecutivo europeo- il vicepresidente Ansip questa settimana si è recato nella Silicon Valley per incontrare Zuckerberg, che tra un mea culpa e l'altro ha promesso di rispettare il regolamento europeo per protezione dei dati.

Mercoledi gli eurodeputati hanno invitato di nuovo l'amministratore delegato di Facebook a presentarsi al Parlamento europeo per interrogarlo sull'uso improprio dei dati personali dei cittadini europei.

"Dal punto di vista europeo non solo abbiamo nuove regole sulla protezione dei dati- precisa l'eurodeputato tedesco Jan Philipp Albrecht- ma stiamo anche discutendo di nuove norme sulla regolamentazione delle piattaforme, sulla concorrenza e sul mercato digitale e quindi ci dovrebbe fornire risposte su come intende proteggere i nostri interessi e le nostre idee".

"Vogliamo innanzitutto dirgli alcune cose, prima ancora di fare domande. E la prima è che lui collabori con noi e faccia in modo di seguire le nostre regole”, ha invece detto all'agenzia Agi Sophie In ’t Veld, parlamentare europea olandese.

Persino la Mozilla Foundation ha lanciato una raccolta firme per chiedere ai vertici del gigante di Menlo Park di affrontare anche le domande della UE, il prossimo mese, quando entrerà in vigore il nuovo regolamento sulla protezione dei dati personali.

Sono 2,7 milioni i profili europei finiti a Cambridge Analytica, come evidenziato giorni fa dalla Commissaria Ue alla Giustizia, Vera Jourova. Come ricorda Carola Frediani su AGI, al di là delle vaghe risposte davanti al Congresso USA, ancora "non ci sono dettagli su come Facebook voglia estendere le protezioni europee sulla privacy a tutto il mondo".

Anche negli Stati Uniti, prima delle audizioni, Facebook ha allargato i cordoni della borsa di spesa per investire di più in attività di lobbying a Capitol Hill. La spesa per il 2017 è stata di 11 milioni di dollari, secondo quanto riporta il Guardian: 3 milioni in più rispetto all'anno precedente. Un trend in crescita fin dall'anno 2009, quando investiva in questa attività "appena" 200mila dollari.