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La Romania vuole che i suoi criminali scontino la pena in patria, non in Svizzera

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La Romania vuole che i suoi criminali scontino la pena in patria, non in Svizzera

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Il ministro della Giustizia rumeno Tudorel Toader vuole che i suoi connazionali rinchiusi nelle carceri svizzere (ma non residenti del Paese elvetico) siano rimandati a casa, in Romania, per scontare lì la loro pena.

Toader ritiene infatti che le carceri rumene siano più "dure" rispetto a quelle elvetiche: "Portateci queste persone. Così non potranno più dire che erano in vacanza mentre erano in carcere".

La polizia e la magistratura svizzere hanno accolto con favore il suggerimento di Toader.

"Esiste già la possibilità di trasferire i prigionieri rumeni nelle carceri (in Romania). Tuttavia, vi si fa poco ricorso - finora circa due volte all'anno", ha dichiarato un portavoce del Dipartimento federale di Giustizia e Polizia.

Secondo le statistiche svizzere sulla criminalità, la maggior parte dei condannati senza domicilio in Svizzera è rumena.

La filiale locale di Amnesty International non è certo entusiasta della notizia: "Le condizioni di detenzione [in Romania] non sarebbero conformi agli standard internazionali", ha fatto sapere l'ONG.

Nell'aprile 2017, la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha sentenziato che le carceri rumene versano in stato di sovraffollamento. Sono state definite "disumane e degradanti". Sono stati concessi alla Romania sei mesi per elaborare un piano volto a ridurre la concentrazione dei detenuti per metro quadrato e a migliorare le condizioni di detenzione.

"Non possiamo dire se la situazione nelle carceri sia migliorata dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo", ha detto un portavoce di Amnesty Svizzera a euronews.

Toader dice di voler garantire che le carceri selezionate siano conformi agli standard fissati dalla CEDU.