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Viktor Orbán, euroscettico, populista e conservatore

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Viktor Orbán, euroscettico, populista e conservatore

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In una delle sue prime apparizioni pubbliche, il 16 giugno 1989, il 26enne Viktor Orbán tenne un famoso discorso in Piazza degli Eroi, a Budapest, in occasione della cerimonia di risepoltura di Imre Nagy e di altri martiri nazionali della rivoluzione ungherese del '56. Segnò il suo discorso la richiesta del ritiro delle truppe sovietiche.

L'anno precedente, Orbán aveva fondato Fidesz (acronimo di Fiatal Demokraták Szövetsége, Alleanza dei Giovani Democratici), che in seguito da movimento studentesco trasformerà in un partito popolare di centrodestra, ispirato alla politica del cancelliere tedesco Helmut Kohl.

Con Fidesz, Orbán vincerà le elezioni parlamentari del 1998, prendendo il 42% dei voti e diventando il più giovane Primo Ministro ungherese, dopo la caduta del socialismo. Perse le seguenti elezioni, nell'aprile del 2002, Orbán dovrà attendere 8 anni, prima di poter tornare a guidare il suo Paese, questa volta con un partito spostato decisamente piu' a destra.

Durante il voto dell'aprile 2010, Fidesz ottenne due terzi dei seggi, abbastanza per conferire al suo leader l'autorità per modificare la Costituzione. Venne in particolare aggiunto un articolo a sostegno del matrimonio tradizionale e una controversa riforma elettorale, che ridusse il numero di seggi in Parlamento da 386 a 199.

Il mix di euroscetticismo, populismo e conservatorismo nazionale di Orbán ha fatto sì che l'ungherese venga spesso accostato a politici e partiti diversi come i Tories di David Cameron, Forza Italia di Silvio Berlusconi, il Front National di Marine Le Pen, Donald Trump, Recep Tayyip Erdoğan e Vladimir Putin.