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Arriva MARIO: il robot che aiuterà persone affette da demenza

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Arriva MARIO: il robot che aiuterà persone affette da demenza

Arriva MARIO: il robot che aiuterà persone affette da demenza
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Aiutare i pazienti affetti da demenza grazie a un piccolo robot. Questa la sfida di scienziati e ricercatori del progetto europeo "Mario-project".

Il robotino comunica con i malati, può parlare con loro, suonare musica e fornire le notizie quotidiane. Ma come è possibile tutto questo?" Una risposta arriva da un centro di assistenza in Irlanda dove alcuni ricercatori stanno effettuando dei test.

Il robot assistivo oggi incontra Maria. Ha 83 anni. 2 anni fa, alla signora è stata diagnosticata una grave forma di demenza. Mario è in grado di risvegliare in qualche modo la sua memoria, almeno per un po’. "Le persone affette da demenza potrebbero non ricordare alcune delle normali attività quotidiane ma ricordano tutte le parole di queste canzoni che risalgono alla loro gioventù. E’ davvero qualcosa di emozionante da vedere, e dona loro molta felicità", ci racconta Adam Santorelli, Ingegnere presso l'Università Nazionale d'Irlanda.

Si possono ottenere musica e luci, ci sono molte cose che il robot può fare, come aiutare i pazienti a parlare. Quando lo vedono in azione, sono stupiti da quello che può fare, da quello che il robotino è capace di trasmettere", ci fa notare John Coren, del St. Brendan's Care Centre.

Gli effetti della demenza possono essere prevenuti, o in qualche modo attenutati anche tramite la stimolazione cerebrale. Questo è fondamentalmente il ruolo di Mario. Certo le sfide sono ancora tante, dicono i ricercatori. "Qualcosa di semplice come scegliere se suonare musica o selezionare una canzone, sono attività quotidiane ma che spesso risultano molto impegnative per una persona malata", progesue l'Ingegnere Santorelli. "Quindi quello che pensavamo fosse molto semplice, quando abbiamo iniziato a testare il robot, dopo, abbiamo scoperto, che poteva essere qualcosa di veramente difficile per una persona affetta da demenza. Si tratta di un processo interattivo, quindi per prima cosa abbiamo studiato un progetto, l'abbiamo testato e ci siamo resi conto che poteva essere troppo complicato. Abbiamo chiesto agli ingegneri del software di modificare queste opzioni per renderlo più semplice da usare con i pazienti affetti da demenza.”

Mario è stato sviluppato da scienziati in un progetto di ricerca europeo. E’ già stato testato su decine di malati in Inghilterra, in Italia e qui in Irlanda. Questa la storia di un paziente: "Non ricordo per esempio a quale che ora del giorno devo fare colazione, a che ora ho bisogno di andare al bagno. Questa macchina mi permettere di interagire e spero di poter avere dal robot informazioni che mi diano l’opportunità di fare quello che vorrei".

Gli scienziati riconoscono che i robot non sostituiranno mai il cervello umano. Ma, sostengono, che in certi momenti, possono essere utili per combattere la solitudine o l'isolamento associato alla demenza. Un'infermiera fa notare che al Centro c'era un signore con una forma di demenza grave. Passava le sue giornate camminando da solo nei corridoi, non era molto socievole e non interagiva con nessuno. Con Mario, usando le sue app di giochi, ora quest'uomo si siede e utilizza un'applicazione di pittura. E’ riuscito a dipingere per 40 minuti.

Secondo Dympa Casey, Coordinatore del progetto europeo, Mario potrebbe essere in commercio già tra 5 o 6 anni. "Potrebbe entrare sul mercato anche prima, perché la tecnologia e la velocità con cui le innovazioni diventano realtà, sono molto veloci ora, quindi potrebbe essere messo in commercio presto. Certo prima di fare questo bisogna che tutto sia rifinito al punto giusto.”

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