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Martedì nero in Francia

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Martedì nero in Francia

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Pendolari ammassati su quelle poche corse per raggiungere il posto di lavoro. Vagoni presi d’assalto sotto gli occhi degli agenti dispiegati ovunque nelle stazioni. Un martedì nero per Francia. In concomitanza con il primo grande giorno di sciopero di 48 ore dei treni. "Ci sentiamo come in ostaggio, capisco che si deve lottare, ma il problema è che noi siamo qui bloccati, dice una signora.” “Alcune persone si sono sentite male, abbiamo avuto molti problemi a scendere dal treno, non avevo mai visto una scena simile”, racconta un’altra pendolare.

Ad incrociare le braccia i quattro sindacati più rappresentativi della Sncf, ovvero le ferrovie dello Stato. Una protesta che ha coinvolto TGV ma anche treni regionali. In pratica operativi solo il 15 per cento dei treni ad alta velocità e il 25 per cento dei treni regionali. Nessun treno verso Italia, Spagna e Svizzera.

“Nessuno qui mette in discussione il diritto di sciopero”, ha detto il premier francese Edouard Philippe all'Assemblea Nazionale. “Ma se chi protesta vuole essere rispettato, devono essere rispettati anche i diritti di milioni di francesi che devono andare a lavorare.”

La mobilitazione ha coinvolto anche i lavoratori di AirFrance. Voli cancellati e uno scenario destinato a ripertersi per tutto il mese e oltre, se non verrà trovata una soluzione.