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Gaza: 17 morti alla "marcia per il ritorno"

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Gaza: 17 morti alla "marcia per il ritorno"

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Sono 17, tra cui un ragazo di meno di 16 anni, i palestinesi uccisi negli scontri con i soldati israeliani alla barriera tra la Striscia di Gaza e lo Stato ebraico. A dirlo l’ambasciatore palestinese presso le Nazioni Unite, Riyad Mansour, che incontrato i giornalisti a New York, a margine della riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza convocata dal Kuwait.

Mansour ha poi ripetuto le sue accuse al palazzo di vetro.

La manifestazione di venerdì era degenerata con lanci di pietre e molotov a cui i militari hanno risposto sparando, oltre alle vittime almeno 2mila feriti. I palestinesi si erano riuniti lungo la barriera al confine per la “Marcia per il Ritorno” voluta da Hamas in occasione del Land Day, la celebrazione annuale dello sciopero generale e delle marce organizzate il 30 marzo 1976 in protesta per l’esproprio di terre per motivi di sicurezza da parte di Israele.

L'esercito israeliano rispedisce al mittente le accuse e afferma che la reazione dei soldati è stata commisurata alla minaccia.

Così una portavoce israeliana: "Si è trattato di pura violena da parte palestinese. I terroristi di Hamas hanno mandato avanti donne e bambini per nascondere le loro vere intenzioni".

Gli organizzatori hanno dichiarato che le manifestazioni continueranno fino al 15 maggio, settantesimo anniversario della creazione di Israele. I palestinesi segnano quella data come “nakba” o catastrofe, quando in centinaia di migliaia furono costretti a lasciare le loro case durante la guerra del 1948.