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Il bus che porta i giovani ai concorsi pubblici viaggia dal Sud al Nord, non viceversa

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Il bus che porta i giovani ai concorsi pubblici viaggia dal Sud al Nord, non viceversa

Il bus che porta i giovani ai concorsi pubblici viaggia dal Sud al Nord, non viceversa
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C'è un servizio bus che fa su e giù per l'Italia portando migliaia di giovani (e non) del Meridione a fare i concorsi pubblici al Nord, dove sperano di trovare lavoro nella pubblica amministrazione e, chissà, un giorno poter fare ritorno a casa.

Si chiama Bus to go Italia(v. video sopra) ed è stato fondato da due neolaureati in infermieristica che, dopo aver provato vari concorsi, hanno cercato di rispondere al bisogno dei candidati di non spendere una fortuna per raggiungere i capoluoghi in cui si svolgono le selezioni. La maggior parte di loro, infatti, prova diversi test (anche decine) prima di entrare quantomeno in graduatoria.

Abbiamo intercettato il bus a Collegno dove mercoledì 28 marzo si è svolta la seconda fase del concorso pubblico per 5 posti di infermiere all'Asl To4 (che serve alcune località della provincia di Torino come Ciriè, Chivasso e Ivrea). Alla prova preselettiva del mese precedente si sono presentate 3500 persone; 824 di loro sono passati allo scritto, svoltosi al PalaCollegno. Corrette le prove del mattino (20 domande in 20 minuti di tempo), i risultati sono affissi alle vetrate d'ingresso del palazzetto.

Chi non riesce a sbirciarli chiede ai colleghi davanti, schiacciati sui vetri, di fare una foto alle graduatorie e mandarla nel gruppo Facebook del concorso. 711 candidati sono passati alla prova di procedura pratica, un centinaio sono stati i bocciati. Gli ammessi agli orali dovranno rimettersi in viaggio e presentarsi a Chivasso il 5 aprile.

Anche a Collegno gli accenti meridionali prevalgono: la principale direttrice degli spostamenti è sempre sull’asse Mezzogiorno-Nord, conferma l'Istat, con un saldo migratorio in aumento e in attivo solamente per le regioni settentrionali.

A bordo del bus

A bordo dell'autobus ci sono le telecamere di Mediaset e della televisione tedesca ARD, a testimonianza dell'attenzione mediatica che questo servizio ha suscitato ultimamente, con articoli anche su Repubblica e Corriere dove la definizione "viaggio della speranza" è immancabile. A febbraio sono arrivati pure i giornalisti della BBC.

Andrea Cito, da Napoli, ha speso circa 300 euro a/r per venire in treno fino a Collegno. Prima di questo concorso ha provato i test di Genova, Ancona, Potenza, Teramo e Udine. Vista la possibilità di presentarsi in diverse sedi "contemporaneamente", ciascun candidato rischia di spendere migliaia di euro in viaggi.

Il costo del biglietto di Bus to go Italia per questo viaggio è stato di 65 euro: oltre 13 ore di viaggio, partendo da Salerno, ma con un notevole risparmio dal punto di vista economico.

Gino Ferrara, autista di 57 anni di Cava de' Tirreni, racconta che sul suo bus in un anno e mezzo ha visto donne di 50 anni che provano un concorso per la 25esima volta; coppie di aspiranti operatori sanitari che finiscono per fidanzarsi e ragazzi appena usciti dall'Università che studiano per tutta la notte prima di effettuare la prova.

Raffaele Di Sieno, 26 anni dalla provincia di Salerno, è uno dei due fondatori di Bus to go Italia. Laureato in infermieristica a Napoli nel 2014, nel 2016 ha lanciato il servizio assieme al socio Umberto Formisano intuendo la possibilità di colmare un bisogno comune a molti candidati. Formisano ora ha vinto un concorso e ha trovato lavoro in Versilia come infermiere mentre Di Sieno progetta di espandersi anche nel settore dei concorsi per le forze armate e per insegnanti.

Finora circa 3500 persone che aspirano ad un lavoro nel campo sanitario (infermieri, operatori sanitari, fisioterapisti) sono saliti a bordo del bus della "meglio gioventù del Sud", come la definisce il Corriere.

Ogni mese si viaggia sulla media di una quindicina i mezzi che imboccano l'autostrada verso i palazzetti dello sport settentrionali con a bordo circa 700-800 persone. "La migrazione dal Sud al Nord è forte perché le aziende assumono con regolarità ma soprattutto rispettano i regolamenti delle regioni", dice Di Sieno a euronews. "Al Nord funziona tutto come si deve, al Sud le aziende sono lente, non si bandiscono concorsi, si tende ad assumere con cooperative private che sottopagano i dipendenti a dispetto dei poveri giovani che sono costretti a lasciare le proprie famiglie e le proprie abitudini per trasferirsi al Nord".

Nelle professioni sanitarie, continua Di Sieno, "si raggiungono anche i 15mila iscritti per un centinaio di posti; a volte per 2-3 posti si presentano in 5mila. Difficilmente si scende sotto le 3mila persone per concorso. Nelle forze armate invece i numeri sono più spaventosi come 100mila candidati per 2-3mila posti nei Carabinieri o in Guardia di Finanza, con concorsi allungati su più date, addirittura mesi".

Sara Franzé, giovane di Caserta che ha appena provato il concorso e torna in bus verso casa, dice che "è un peccato che questi concorsi non siano fatti al Sud, mi piacerebbe lavorare vicino casa. Se mi chiamassero, sarei disponibile a venire qui al Nord anche se poi, col tempo, cercherei di farmi spostare per avvicinarmi piano piano a casa".

Altri suoi compagni di viaggio non vogliono parlare, avviliti per non avercela fatta.

Il frustrante flusso Sud --> Nord

Ferdinando Iacuaniello, direttore responsabile del sito specializzato Nurse24 che pubblica tutte le informazioni sui concorsi in calendario e le notizie di settore infermieristico, ritiene che la percezione che i concorsi si svolgano più al Nord che al Sud sia confermata dai numeri.

I concorsi per contratto a tempo intederminato come infermiere (quelli a cui partecipano più persone), pubblicati in Gazzetta Ufficiale negli ultimi 90 giorni, sono stati 13 - stima Nurse24.

Tre in Calabria, 1 in Sicilia, 1 in Friuli, 1 nel Lazio, 2 in Lombardia, 1 nelle Marche, 3 in Piemonte, 1 in Veneto.

In questa cifra non sono contati i bandi per i contratti a tempo determinato, che aumenteranno con l'arrivo dell'estate per permettere alle aziende sanitarie di coprire le ferie dei dipendenti o di aumentare la pianta organica se situate in una zona turistica.

"Non è detto che tutti i concorsi a cui questi ragazzi partecipano vadano sempre a buon fine per via dei ricorsi", ricorda Iacuaniello, ex infermiere e ora giornalista a tempo pieno. Inoltre, aggiunge, "le regioni del Sud preferiscono aprire bandi di mobilità, prima di mettere in palio posti a tempo indeterminato, per dare la possibilità a chi è emigrato al Nord di tornare a casa (cosa vista sempre meno di buon occhio dalle aziende sanitarie settentrionali che investono risorse nella formazione del personale).

Chi viaggia con Bus to go Italia - ma anche chi sceglie macchina, treno o aereo - è ben conscio della "concorrenza" di quei colleghi che hanno lavorato per interi lustri a tempo determinato, o con contratti precari, e che ora chiedono la stabilizzazione senza passare per un concorsone nazionale.

Il quadro di precarietà si complica ancor di più se consideriamo anche il fenomeno dell'esternalizzazione verso cooperative private - che talvolta falliscono ma i cui dipendenti chiedono di poter rientrare nei piani di stabilizzazione con gli stessi diritti dei colleghi del pubblico.

Tutto questo, conclude Iacuaniello, crea un sentimento di frustrazione in tutte quelle persone che affrontano queste prove e vivono il delicato momento della ricerca di un impiego.

"Hanno investito magari migliaia di euro per i concorsi, sono stati fuori casa anche per 10 anni e poi vedono persone stabilizzate senza nemmeno che i posti per cui sperano di fare domanda vengano banditi: la cosa crea, ai loro occhi, una percezione talvolta falsata" - e, aggiungiamo, rassegnata - di questa complessa situazione sociale ed occupazionale.