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Francia: braccio di ferro sulle università

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Francia: braccio di ferro sulle università

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Occupazioni avanti tutta: il movimento non perde slancio

Parigi, Tolosa, Bordeaux e tante altre città. "Occupati e in sciopero", come recitano i cartelli, sono decine gli atenei - e alcuni da settimane - ancora mobilitati in Francia contro la riforma dell'accesso alle università, approvata a metà febbraio.

Su Twitter gli aggiornamenti dal fronte della protesta. All'università parigina di Tolbiac un'assemblea generale degli studenti si è pronunciata per il prolungamento dell'occupazione almeno fino a martedì prossimo.

La protesta di chi vuole tornare sui banchi: "Occupazioni imposte"

Monta però, all'approssimarsi degli esami di fine semestre, anche la controprotesta di chi vorrebbe tornare sui banchi, con il moltiplicarsi di striscioni e cartelli contro "occupazioni imposte" e per il "ritorno alla calma" e la "presunzione d'innocenza".

La protesta degli studenti, l'appoggio dei deputati ribelli: "Negate le pari opportunità nell'accesso agli studi"

Nel mirino di chi sciopera, soprattutto l'introduzione del numero chiuso in alcune facoltà, a corto di strutture e di mezzi. "Significa impedire a dei liceali di entrare all'università, di scegliere i loro studi - dice uno degli studenti universitari che partecipano alla protesta -. E scegliere i propri studi, oggi significa scegliersi il proprio futuro".

Solidale con gli argomenti degli scioperanti, anche un drappello di deputati socialisti e della sinistra più radicale, che a fine febbraio hanno portato la legge dinanzi al Consiglio costituzionale, accusandola di minare il principio delle "uguali opportunità di accesso all'istruzione". Alla legge, definitivamente approvata il 15 febbraio, contestano inoltre la soppressione del diritto al ricorso, in quanto i candidati esclusi dalle selezioni "non avranno la possibilità di contestare le decisioni prese dall'amministrazione".

Bastonate agli occupanti a Montpellier: indagati un docente e il rettore

Per lo sgombero a bastonate della scorsa settimana, da parte di uomini incappucciati, di alcuni occupanti dell'università di Montpellier, sono intanto stati indagati il rettore e un docente, rispettivamente sospettati di averle tollerate e di avervi attivamente partecipato.