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halili e Omer: due nuovi profili nel campo del terrorismo islamico

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halili e Omer: due nuovi profili nel campo del terrorismo islamico

halili e Omer: due nuovi profili nel campo del terrorismo islamico
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Vigilia di Pasqua ad alta tensione sul fronte sicurezza in Italia, con Roma come sorvegliata speciale. E i recenti arresti, soprattutto quelli di Foggia e Torino sono qui a dimostrarlo. Arresti ed espulsioni (questi ultimi a quota 28 nel 2018 - di cui 16 sono predicatori islamici - ) indicano come l'allerta sia alta. L'arresto dell' Imam di Foggia il 27 marzo, cosi' come nel caso dell'operazione del giorno successivo con l'arresto del giovane italo tunisino a Torino, hanno alcuni punti in comune intanto: in entrambe le storie sono coinvolti cittadini di sola origine italiana.

Il 59enne Abdel Rahman Mohy Eldin Mostafa Omer, arrestato a Foggia ha una moglie di 79 anni sospettata di reati fiscali e destinataria insieme al marito di un sequestro di beni per 370 mila euro. Soldi che Omer riceveva attraverso una sorta di raccolta fondi tra i musulmani che frequentavano il centro. L'episodio si inserisce in un piu' ampio contesto operativo che nel luglio scorso ha portato all'arresto, sempre a Foggia, di Eli Bombataliev, un militante ceceno dell'Isis. L'arresto di Foggia sposta il problema: non saremmo piu' di fronte a Imam convertiti nelle file dell'isis, ma ad attività di arruolamento vero e proprio di potenziali terroristi, compresi i bambini. Quelli in particolare del centro islamico di Foggia indottrinati da Omer sono ora sotto la protezione del tribunale dei minori.

Il giovane italo tunisino El Mahdi Halili, dal canto suo, 23 enne finito in manette il 28 marzo con l'accusa di apologia del terrorismo islamico e partecipazione all'isis, era già finito agli arresti nel marzo del 2015 successivamente a una indagine di Brescia, per aver pubblicato su internet il primo documento italiano sul califfato. Il giovane abitava con la sua famiglia: il padre, muratore in Italia dal '98, la madre casalinga e due fratelli. Halili (che ha anche pubblicato sul web una serie di documenti del Daesh: filmati dei combattenti in Siria e in Iraq, e altri video di esecuzioni di civili e militari, ecc) dopo due anni di patteggiamento in carcere ha continuato il suo percorso di radicalizzazione.

Diverse e ripetute le dichiarazioni in questi giorni del Ministro dell'Interno Marco Minniti sulla necessità di rafforzare la sicurezza nelle zone affollate. Due le minacce che preoccupano in generale: i 'lupi solitari', persone che decidono autonomamente di passare 'all'azione' ed i cosiddetti 'returnees', combattenti che rientrano dai teatri di guerra di Iraq e Siria.

Le due recenti operazioni antiterrorismo nel sud e nord italia, tuttavia, sembrano segnare un altro passo.