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L'ex presidente francese Sarkozy al contrattacco

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L'ex presidente francese Sarkozy al contrattacco

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L'ex presidente francese Nicolas Sarkozy ha sostenuto di non essersi mai sottratto agli obblighi di giustizia. Intervistato in diretta al telegiornale francese TF1 dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati per i presunti fondi neri del regime libico di Gheddafi, ha definito Gheddafi e il suo clan "come una banda di assassini" tornando a smentire tutto.

"Suo figlio, il sinistro Saif Gheddafi ha dichiarato il 16 marzo 2011 che Sarkozy deve rendere i soldi che gli sono stati dati e ha detto di avere le fotografie le registrazioni i versamenti e i conti, era il marzo 2011. Siamo nel marzo del 2018 e non si è visto un documento, una fotografia, un conto o una prova materiale non c'è che l'odio".

Nell'intrevista che Euronews aveva fatto al figlio di Gheddafi c'era in effetti la richiesta di restituire soldi alla Libia, i soldi con cui l'aspirante presidente avrebbe finanziato la sua campagna elettorale.

"Siamo noi ad aver finanziato la sua campagna, abbiamo a disposizione tutti i documenti e siamo pronti a renderli pubblici - aveva dichiarato Saif al Islam GHeddafi - ecco la prima cosa che chiediamo a questo pagliaccio: ridarci i soldi del popolo libico. Ci hai deluso: ridacci il nostro denaro. Abbiamo ogni dettaglio: conti bancari, documenti, operazioni di trasferimento e presto riveleremo tutto".

Sarkozy rischia fino a dieci anni di carcere ma nella vicenda ancora poco chiara la parola d'ordine è presunzione di innocenza.