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Nicolas Sarkozy in stato di fermo

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Nicolas Sarkozy in stato di fermo

Nicolas Sarkozy in stato di fermo
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Sarkozy e Gheddafi insieme all'Eliseo nel dicembre 2007 - REUTERS/Patrick Hertzog
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Ascoltato anche il suo fedelissimo ed ex Ministro degli interni Hortefeux

L'ex presidente francese Nicolas Sarkozy è in stato di fermo a Nanterre nell'ambito delle indagini sui presunti finanziamenti libici alla sua campagna vittoriosa del 2007.

Sarkozy viene ascoltato per la prima volta in questa indagine, dai funzionari di polizia dell'Ufficio centrale per la lotta contro la corruzione e i reati finanziari e fiscali (OCLCIFF) a Nanterre, vicino a Parigi. Come semplice testimone, la polizia giudiziaria di Nanterre sta inoltre ascoltando anche l'oggi eurodeputato ed allora fedelissimo e Ministro degli interni di Sarkozy, Brice Hortefeux. Il sito francese Mediapart lo aveva indicato come intermediario e uomo chiave nella determinazione di montanti e modalità dei versamenti.

Le carte di Djourhi che rilanciano l'inchiesta

Aperta nel 2013, l'inchiesta ha subito un'accelerazione in seguito al recente sequestro di numerosi documenti nell'abitazione svizzera Alexandre Djourhi, intermediario vicino all'ex tesoriere di Gheddafi, Bechir Saleh. Presentato come una figura chiave nelle indagini, Djourhi è stato arrestato a Londra a gennaio e attualmente si trova nel Regno Unito, in attesa di un'udienza sulla sua possibile estradizione in Francia, prevista per il mese di luglio.

Saif al-Islam e lo scoop di euronews: "Abbiamo finanziato la sua campagna e abbiamo tutte le prove. Sarkozy ci restituisca i soldi"

A far scoppiare il caso era stata nel 2011 un'intervista di euronews a Saif al-Islam Gheddafi, secondogenito del Colonnello, che ai nostri microfoni dichiarava:

"Per prima cosa bisogna che Sarkozy restituisca alla Libia i soldi con cui ha finanziato la sua campagna elettorale. Siamo noi ad aver finanziato la sua campagna, abbiamo a disposizione tutti i documenti e siamo pronti a renderli pubblici. Ecco la prima cosa che chiediamo a questo pagliaccio: ridarci i soldi del popolo libico. Ci hai deluso: ridacci il nostro denaro. Abbiamo ogni dettaglio: conti bancari, documenti, operazioni di trasferimento e presto riveleremo tutto".

Intermediari, tesorieri e ministri: le altre piste che da Tripoli portano all'Eliseo

Finanziamenti alla campagna di Sarkozy sono poi stati fra l'altro menzionati anche dall'intermediario franco-libanese Ziad Takieddine, dall'ex numero uno dei servizi militari libici Abdallah Senoussi, e dai registri dell'ex ministro del petrolio Choukri Ghanem. Due anni fa Takieddine aveva affermato di aver fatto pervenire, tra il 2006 e il 2007, 5 milioni di euro a Sarkozy, tramite Claude Guéant, che sotto la sua presidenza sarebbe poi diventato Segretario generale dell'Eliseo. Quest'ultimo è poi stato accusato di falso e riciclaggio nell'ambito di una frode fiscale. I magistrati gli contestano il trasferimento di 500mila euro, da lui ricevuto nel marzo 2008 da una società di avvocati malesi. Guéant ha sempre spiegato che si trattava del risultato della vendita di due dipinti.

Le affermazioni di Takieddine confermano tuttavia quanto Abdellah Senoussi, ex numero uno dei servizi segreti militari libici, aveva sostenuto nel settembre del 2012 dinanzi al Procuratore generale del Consiglio di transizione libico.

L'esistenza di versamenti libici in favore della campagna di Sarkozy emerge inoltre dai registri di Choukri Ghaneh, ex ministro del petrolio libico, morto in circostanze misteriose nel 2012. Nella sostanza confermando le dichiarazioni nel 2011 rilasciate da Saif al-Islam a euronews, il tesoriere di Gheddafi, Bechir Saleh, aveva più di recente detto a Le Monde, che lo stesso colonnello libico gli aveva drettamente confidato di aver "finanziato Sarkozy".

Il premier francese Edouard Philippe, intervistato questa mattina dai media francesi, ha detto di non voler fare "alcun commento" sul fermo di Nicolas Sarkozy nel quadro dell'inchiesta sui presunti soldi libici alla sua campagna presidenziale del 2007 ma ha evocato una "relazione intrisa di rispetto".