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Cinema e impegno sociale si incontrano al Festival Internazionale di Ginevra

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Cinema e impegno sociale si incontrano al Festival Internazionale di Ginevra

Cinema e impegno sociale si incontrano al Festival Internazionale di Ginevra
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Cinema e impegno sociale si incontrano nel Festival Internazionale dei film sui diritti umani. A Ginevra si è appena conclusa la 16esima edizione della rassegna, che si è svolta contemporaneamente alla riunione annuale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Quest’anno ricorre il 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani approvata dall’Assemblea generale dell’Onu nel 1948.

Il premio per il miglior documentario è andato a ‘Stranger in Paradise’, del regista olandese Guido Hendrikx. Il documentario è ambientato in un’aula scolastica della Sicilia, dove un insegnante accoglie due gruppi di profughi, usando ogni volta un approccio differente: prima sprezzante, poi più ottimista ed empatico. Il film offre uno sguardo disincantato e amaro sia sugli europei che sui rifugiati.

Tra i documentari premiati anche ‘Lybia: War by rape’ della francese Cécile Allegra. Il ricorso alla tortura e allo stupro durante la guerra in Libia è stato ampiamente documentato. Centinaia di uomini sono stati sottoposti a violenza sessuale nelle prigioni libiche. All’abuso fisico è strettamente legata una componente psicologica: per un uomo, parlare apertamente delle violenze subite, avrebbe significato compromettere l’onore della famiglia e della comunità.

La violenza sessuale sugli uomini – ha detto la regista – è stata utilizzata sistematicamente in Libia come strumento di guerra e di dominio politico: queste atrocità venivano perpetrate per dominare e sottomettere gli avversari. L’obiettivo era quello di eliminare intere parti della popolazione maschile dalla scena politica.

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