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Lampedusa chiuso "temporaneamente" l'hotspot

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Lampedusa chiuso "temporaneamente" l'hotspot

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Le autorità italiane hanno disposto temporaneamente la chiusura dell'hotspot di Lampedusa, una struttura da tempo al centro delle polemiche per le condizioni di degrado, denunciato da più parti.

Solo quattro giorni fa nei locali del centro si è verificato un incendio di natura dolosa, che ha reso del tutto inagibile una ampia parte del primo piano dell'edificio.

In base alla legge, gli hotspot hanno la sola funzione di identificare i migranti ed entro 48 ore farli partire per le loro nuove destinazioni. Una attività che sull'isola da qualche tempo è andata rallentando, creando disagi tanto alla popolazione quanto agli stessi migranti. Il sindaco dell'isola, Salvatore Martello.

"A Lampedusa putroppo questo nell'ultimo periodo non è successo, nel senso che i migranti che sbarcavano a Lampedusa stavano piu di un mese e mezzo a Lampedusa. Creando dei problemi grossi. Loro stessi, i tunisini, scassavano gli appartamenti per farsi arrestare e farsi portare via da Lampedusa".

Dei quasi 120.000 migranti arrivati in Italia nel 2017 più di novemila sono sbarcati a Lampedusa, dove hanno ricevuto le prime cure mediche. Nonostante i disagi, la popolazione locale non si è sottratta al problema, diventando per questo una icona dell'accoglienza nel mondo.

Non si sa ancora se e quando la struttura verrà riaperta. Ma l'Unhcr, l'agenzia dell'Onu per i profughi, chiede che non venga cacellata. Carlotta Sami, portavoce per il Sud Europa:

"Ci auguriamo che riapra con tutte le condizioni necessarie. Lampedusa è il primo luogo dove molti migranti possono avere cure e aiuti. Grazie a Lampedusa abbiamo salvato molte vite".