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"Spy story Londra-Mosca? Un classico dello spionaggio"

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"Spy story Londra-Mosca? Un classico dello spionaggio"

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Abbiamo chiesto a Sergio Romano, ex ambasciatore che ha lavorato sia a Londra che a Mosca, cosa ne pensa dell'avvelenamento in territorio britannico dell'ex spia russa Skripal. Complotto contro Mosca o dietro c'è la mano del Cremlino?

Sergio Romano: Io mi limito a osservare che queste baruffe tra servizi britannici e servizi russi o sovietici appartengono alla storia dello spionaggio mondiale

Gioia Salvatori: Perché tanta durezza e tanto clamore da parte di Theresa May: l'espulsione di 23 diplomatici russi e le altre misure annunciate?

Sergio Romano: Credo che conti soprattutto una certa situazione non particolarmente solida di May, non dimentichiamo che ha una maggioranza risicata alla camera dei comuni, non dimentichiamo che all'interno del partito conservatore vi è sempre un'ala che non approva la brexit. Però ripeto nel rapporto russo o sovietico e l'Inghilterra c'è sempre stata una specie di concorrenza. Pensate che nel 1917, durante la rivoluzione bolscevica, quella di Lenin, l'unico Paese che aveva un infiltrato all'interno del gruppo bolscevico, spia, era un viceconsole britannico.Sono due imperi in competizione fin da quando si contendevano il controllo dell'Asia (ai tempi del colonialismo n.d.r.).

Gioia Salvatori: May ha detto di aver parlato con Trump, Merkel e Macron per coordinare la risposta internazionale, non ha citato l'Italia. Forse non viene considerata un alleato affidabile in questa battaglia date le tante esternazioni filorusse di partiti usciti premiati dalle elezioni?

Sergio Romano: Si questo è effettivamente possibile. Tutti sanno che in Italia le sanzioni sono state molto pesanti e sono state considerate un errore da una parte importante della società economica italiana e anche da alcune personalità politiche. Forse non ha telefonato agli italiani per non imbarazzarli.