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Martin Selmayr: perché così tanto parlare del "Mostro di Berlaymont"?

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Martin Selmayr: perché così tanto parlare del "Mostro di Berlaymont"?

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Martin Selmayr nella foto REUTERS/Eric Vidal
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Secondo i detrattori, la nomina di Martin Selmayr a Segretario Generale della Commissione Europea è simbolo di tutto ciò che non va con la politica di Bruxelles: un uomo che rappresenta il potere senza volto assiso su un trono le cui dinamiche sfuggono l'umana comprensione.

Il nome di Martin Selmayr era poco conosciuto anche tra coloro che seguono di più le vicende della politica della UE, nella capitale belga; ora che ha ottenuto uno dei posti più ambiti, apice della carriera di un funzionario pubblico, a Bruxelles non si parla d'altro.

Il 47enne tedesco, avvocato di provfessione, è stato capo del personale, Chief of Staff, del Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker per circa tre anni e mezzo. Dopo la nuova nomina, lo scorso mese, molti osservatori hanno criticato le modalità di questa inattesa "promozione" in seno all'istituzione.

Alcuni parlamentari europei hanno lanciato un'indagine sulla trasparenza dell'intera operazione, accusata di opacità.

Dove sta il problema

Nel febbraio scorso è stato annunciato che il Segretario Generale in carica, Alexander Italianer, avrebbe lasciato vacante l'ufficio dopo due anni e mezzo. É emerso che la candidatura di Selmayr per la posizione era andata a buon fine e che il suo unico rivale si era ritirato dalla contesa. La dipartita di Italianer gli aveva di fatto lasciato campo libero.

Ci sono state accuse - strenuamente negate - che l'intero processo sia stato manipolato per rendere più agevole il percorso di Selmayr verso l'ambito ruolo. Politico ha descritto le macchinazioni con il termine "machiavellico". Alcuni funzionari europei si sono detti "senza parole" per la mossa "folle", arrivando a scomodare il paragone con la serie House of Cards.

Juncker ha difeso la rapida ascesa del suo protetto dicendo che la Commissione aveva bisogno di un Segretario Generale che "sapesse davvero come funzionano le cose internamente, con connessioni in tutta l'Europa e oltre".

La Commissione Europea stessa ha twittato paragonando il passaggio di consegne tra Italianer e Selmayr a quello dei capitani Kirk e Picard in Star Trek. Ha insistito che la nomina segue il regolamento europeo e che non c'è stata nessuna infrazione tecnica di alcuna procedura.

Ciononostante, i suoi detrattori hanno fatto notare la velocità e la segretezza che hanno circondato la mossa politica. Oltre ai criteri formali, la sua reputazione di "mostro" e di temibile funzionario di certo non hanno aiutato a giustificare questa scelta

Il mostro di Berlaymont

Il soprannome di Selmayr (uno dei tanti) si riferisce al palazzo di Bruxelles che ospita la Commissione e ben illustra l'aura che si è creata intorno al personaggio.

Ha fatto carriera partendo dall'ufficio stampa della Commissione, distinguendosi nella campagna di Juncker per la presidenza - andata, come si sa, a buon fine. Il suo stile e la sua gestione sono stati giudicati "pesanti" e "abrasivi"; un ex vice-presidente della Commissione ha descritto la partnership con il suo capo come "avvelenata".

Come responsabile dello staff di Juncker, Selmayr si è fatto una reputazione per aver sempre spalleggiato i commissari europei, aver bloccato processi legislativi, interferito con negoziati e spesso e volentieri essersi scontrato con i funzionari dei governi nazionali.

Gli si attribuisce un ruolo dietro politiche comunitarie come quella per il roaming dei cellulari e per aver inasprito la legislazione in materia di privacy. I suoi sostenitori ritengono che abbia giocato un ruolo chiave nella crisi dei migranti e nel salvataggio della Grecia dal collasso finanziario, per la fermezza della UE in materia di Brexit con la controparte britannica e nella lotta contro i populismi.

I suoi critici lo accusano di contribuire all'impopolarità dell'istituzione europea e dicono che il suo modo di esercitare il potere sia sintomo di una fondamentale mancanza di legittimazione popolare, soprattutto per quanto riguarda la Commissione.

La sua nomina ha fatto pensare ad un asse franco-tedesco, le malelingue hanno parlato di un'eccessiva ingerenza della Germania negli affari europei, ma il commissario europeo tedesco ha difeso il concittadino affermando che Selmayr non è certo "un agente sotto copertura per la nostra politica".

Nell'occhio del ciclone

In qualità di Segretario Generale, Martin Selmayr sovrintenderà all'amministrazione e al funzionamento della Commissione. Gestirà la segreteria, coordinando il lavoro di oltre 30.000 persone in diversi reparti specializzati.

Non esiste una separazione formale dei poteri tra il Presidente della Commissione e il Segretario generale. Ma anche i sostenitori più risoluti dell'Unione Europea affermano che è fondamentale che la trasparenza sia rispettata, senza che le responsabilità siano opache. L'Ungheria - contro cui si scaglia la UE per le misure che indebolirebbero lo Stato di diritto - ha colto il caso Selmayr per accusare Bruxelles di "doppiopesismo".

L'Unione europea si trova di fronte a sfide decisive su diversi fronti: migrazione, garanzia della stabilità futura dell'euro, gestione della Brexit e difesa dello Stato di diritto nell'Europa centrale e orientale.

Martin Selmayr dovrebbe avere un'influenza enorme lavorando dietro le quinte, in un momento critico.

Coloro a quali la sua nomina non va giù affermano che la Commissione Europea possa solo trarre giovamento, anche a livello di legittimazione, da un severo esame delle regole, della governance e delle procedure per garantire la massima trasparenza decisionale.