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PD, uniti nel "no" al M5S

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PD, uniti nel "no" al M5S

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È stata la prima direzione del PD post-Matteo Renzi, che ha dato le dimissioni dopo la sconfitta del 4 marzo. La mozioe del vice, Martina, è stata votata con soli 7 astenuti. Una cosa è certa: il PD vuole stare all'opposizione.

"I vincitori sono chiari, sono i 5 stelle e la Lega - dice Matteo Ricci - sta a loro la responsabilità di costruire un governo per questo Paese, ottemperando alle promesse che hanno fatto. Perché ci sono milioni che aspettano il reddito di cittadinanza e tutto il resto che hanno promesso".

L'unica voce fuori dal coro è Michele Emiliano, cui non dispiacerebbe un'alleanza con i pentastellati.

"Il partito determinante determinante per la formazione di un governo è ancora una volta il Partito Democratico".

"Salvini e Di Maio rivendicano di aver vinto, perché hanno i voti che hanno raccolto? E allora facciano il governo", sintetizza Piero Fassino.

"Unità" e "collegialità" sono le parole chiave del discorso di Maurizio Martina, che traghetterà il partito in questo periodo di mancanza di un leader.

"A fine marzo inizieranno le consultazioni, ma in pratica il PD avrà un ruolo da spettatore.

Per il partito il prossimo appuntamento sarà l'Assemblea Nazionale verso metà aprile, per scegliere il nuovo segretario", chiosa l'inviata di Euronews, Eloisa Covelli.