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Non c'è niente di cui discutere, il Parlamento svizzero chiude in anticipo

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Non c'è niente di cui discutere, il Parlamento svizzero chiude in anticipo

Non c'è niente di cui discutere, il Parlamento svizzero chiude in anticipo
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Non ci sono abbastanza argomenti di cui discutere, il Parlamento svizzero chiude in anticipo. Secondo quanto riporta la televisione pubblica della Svizzera tedesca, SRF, la Camera dei Cantoni - uno dei due rami dell'organo legislativo elvetico - ha ridotto il calendario dei lavori della seconda settimana della "sessione primaverile" di due giorni. Undici invece che 13, niente assemblea dunque giovedì 8 marzo e venerdì 9 marzo.

"Non è necessario avere una sessione plenaria, è possibile farlo occasionalmente", ha detto Karin Keller-Sutter, politica svizzera liberale-radicale e presidente del Consiglio degli Stati (l'altro nome della Camera alta federale).

Si tratta della seconda volta quest'anno che il Parlamento ha chiuso i battenti prima del previsto. Secondo i calcoli di SFR, la confederazione elvetica potrà così risparmiare circa 58mila euro - le spese per il vitto e l'alloggio dei politici a Berna.

Ogni giorno ai membri del consiglio spettano 115 franchi (98 euro) per i pasti e 180 franchi (154 euro) per il pernottamento. Per l'intera giornata con seduta plenaria, si parla di 440 franchi (376 euro) cadauno. Per Thomas Minder, consigliere, si può fare ancora meglio per risparmiare visto che il "lunedì iniziamo alle 16 e giovedì finiamo a mezzogiorno".

Il Consiglio degli Stati (46 seggi) è una struttura più snella ed efficiente, a detta di chi ci lavora, rispetto al Consiglio Nazionale (200 seggi), l'altro ramo del Parlamento.

Tuttavia, niente lavori alla Camera non vuol dire che non c'è niente da fare: ciascuno dei 46 deputati è comunque tenuto alla consueta attività politica nel Cantone di provenienza.