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Salone di Ginevra, l'ombra dei dazi

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Salone di Ginevra, l'ombra dei dazi

Salone di Ginevra, l'ombra dei dazi
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REUTERS/Pierre Albouy
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Tra le novità che caratterizzano il Salone dell’Auto di Ginevra di quest’anno ce n’è una che preoccupa le case automobilistiche: l’inasprirsi dei toni sugli scambi commerciali tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e buona parte della comunità internazionale. Il presidente statunitense ha minacciato di tassare le auto europee se davvero Bruxelles prenderà contromisure dopo la sua decisione di imporre dazi su alluminio e acciaio.

"Penso che il gruppo BMW abbia portato valore negli Stati Uniti. Per questo, ritengo che sia molto interessato a quelle che chiamerei relazioni di libero scambio, perchè è stato benefico per entrambe le parti", spiega Torsten Mueller-Oetvoes, ad di Rolls-Royce.

"Secondo noi qualsiasi barriera tariffaria aggiungerà costi e questo sarà negativo per i nostri clienti, e questo è qualcosa che vorremmo evitare", commenta Johan van Zyl, presidente e amministratore delegato di Toyota Motor Europe.

"Ci sono molte cose che mi tengono sveglio di notte ma questa non è una di quelle. Rimaniamo flessibili, agili e vigili sui problemi che ci circondano. Quindi per Bentley qualsiasi cosa succeda, troveremo una soluzione. Saremo pragmatici. Tuttavia non vorrei fare speculazioni oggi su cosa succederà", riflette Adrian Hallmark, ad di Bentley.

Prudenza quindi nelle dichiarazioni di molte case automobilistiche, in attesa di capire quale sarà davvero la situazione.