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Festival della Arti di Sochi: tradizione e innovazione

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Festival della Arti di Sochi: tradizione e innovazione

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Grandi nomi e sperimentazioni

Musica classica e jazz, Gogol e teatro delle marionette: il programma della XI edizione del “Festival Invernale delle Arti di Sochi”: http://wiafs.ru/en/ offre al pubblico spettacoli di ogni genere. Musica, teatro, opera, balletti e quest’anno anche competizioni per giovani compositori. La manifestazione della European Festivals Association è uno dei più importanti eventi culturali in Russia. Per il Direttore artistico del Festival, Yuri Bashmet: “È un festival di ricerca, un festival con premi, alla scoperta di nomi nuovi, un festival di stars, mi riferisco ai partecipanti. Anche il lato educativo è molto importante.”

Musica classica russa e jazz americano

I Moscow Soloists, vincitori di un Grammy, e diretti da Yuri Bashmet, si sono esibiti con un insolito strumento solista, una balalaika a contrabbasso. Il virtuoso Mikhail Dzyudze è stato il primo al mondo a iniziare a esibirsi da solo. Ora la bass-balalaika è diventata fonte di ispirazione per giovani compositori. “Questo strumento non era stato creato per essere suonare da solo, nessuno lo proporrà per eseguire un brano musicale complicato con un’orchestra! Nel ventesimo secolo era persino impossibile immaginarlo”, ci ha raccontato Mikhail Dzyudze.

Una cantante jazz americana, Jane Monheit, ha portato a Sochi il suo repertorio dedicato alla sua icona e fonte d’ispirazione: Ella Fitzgerald. La Monheit ha ricevuto diverse nomination ai Grammy e il “New York Times” ha scritto che la sua voce è di una “bellezza fenomenale”. “Penso che il jazz sia una musica meravigliosa perché è tradizionale e allo stesso tempo moderna, qualcosa di molto contemporaneo”.

Commedie e marionette

Tradizione e innovazione: come “City. Marriage. Gogol”, l’opera di Nikolai Gogol che narra di una giovane lasciata dal fidanzato poco prima del matrimonio. Un’opera eseguita dal 1842. Il teatro Lensoviet di San Pietroburgo l’ha portata in scena a Sochi con Yuriy Butusov. Uno spettacolo davvero emoziante. “Matrimonio” è una commedia triste, tutti vogliono trovare un compagno per la vita, ma semplicemente a volte non funziona.

Nel ruolo della promessa sposa Anna Kovalchuk. Secondo l’attrice Gogol descrive quella che è la vita moderna, la solitudine che diventa una scelta. E sono molti gli spettatori che si rispecchiano in questa situazione. “La commedia gioca tutto sul fatto che le persone sono sole e non vogliono sposarsi e convivere con una persona qualsiasi. Questa solitudine non significa: sono sola! Voglio incontrare qualcuno! No, è intenzionale, è una solitudine consapevole. Nel nostro secolo, le persone non si sposano, egoisticamente vivono solo per se stesse, un matrimonio o un altro tipo di relazione è prima di tutto dare, ma ora nessuno vuole dare, e Gogol ha scritto esattamente questo”, sottolinea l’attrice protagonista.

Il vero amore, tuttavia, è ancora fonte di ispiriazione! Come “Ramona”, la storia di un tragico amore di due treni sovietici, messa in scena a Sochi dal famoso teatro dei burattini georgiano di Rezo Gabriadze. Un successo di pubblico e critica. Figlio del famoso regista, Leo ci spiega perché al pubblico piacciono queste esibizioni: “Le nostre performances drammatiche non sono solo per bambini, ma anche per adulti. Un mix di marionette e dramma, questo è ciò che rende unico il nostro teatro.”

L’XI Festival Invernale delle Arti di Sochi sarà in programma fino al 25 febbraio.

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