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Al via la battaglia sul bilancio europeo, i 27 ne discutono a Bruxelles

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Al via la battaglia sul bilancio europeo, i 27 ne discutono a Bruxelles

Al via la battaglia sul bilancio europeo, i 27 ne discutono a Bruxelles
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La guerra sul nuovo bilancio europeo è iniziata con il vertice che venerdì riunisce a Bruxelles i capi di stato e di governo europei. Per riempire il vuoto nelle casse di 10 miliardi di euro lasciato dall'uscita del Regno Unito, dal 2020 bisognerà rivedere le risorse finanziarie aumentando i contributi nazionali oppure operando dei tagli ai fondi europei.

"Se vogliamo avere prospettive future , nuove politiche, nuove priorità,e se non riusciamo a ridurre i costi delle vecchie politiche, allora i paesi devono pagare di più, ha affermato il presidente della commissione europea.

Ma se Paesi come Italia e Germania sono favorevoli ad una maggiore partecipazione degli stati membri altri, come Paesi bassi di Mark Rutte, vogliono addirittura ridurla.

"Bisogna migliorare l'utilizzo delle risorse modernizzando il budget e riducendolo, visto che il Regno Unito se ne sta andando via", sostiene il premier olandese.

Dal Parlamento europeo invece arrivano delle proposte per assicurare nuove entrate a livello europeo, come ha spiegato il Presidente Antonio Tajani.

"Stiamo lavorando duramente al Parlamento europeo per creare delle risorse disponibili, ad esempio abbiamo bisogno di una tassa sul web, perché è inaccettabile che in Europa ci siano aziende che operino senza essere tassate"

Sulle riforme istituzionali la b attaglia invece è tra il Consiglio e il parlamento europepo che vorrebbe scegliere il prossimo presidente della commissione tra una lista di candidati principali indicata dai partiti.

Per il primo ministro lussemburghese, Xavier Bettel "Perché dovremmo avere un candodato principale se non possiamo eleggerlo? Sarebbe logico avere anche liste transnazionali".

Prima della riunione il primo ministro italiano Paolo Gentiloni ha partecipato al vertice con i paesi del Sahel

I 27 dovranno dunque trovare una posizione comune per la definire la direzione e la forma che l'Unione europea prenderà una volta che il divorzio con la Gran Bretagna si sarà concluso.