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Elezioni 2018: chi sono i candidati in Europa del centrosinistra

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Elezioni 2018: chi sono i candidati in Europa del centrosinistra

Elezioni 2018: chi sono i candidati in Europa del centrosinistra
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Sono professori universitari e giuristi, giornalisti e criminologi. Ci sono anche un paio di romanzieri (nel tempo libero), uno dei quali candidato al premio Strega nel 2016. Tutti in corsa nelle liste del centrosinistra (PD, +Europa e Civica Popolare e i 'nemici' di Liberi e Uguali) per uno dei 7 seggi (5 alla Camera e 2 al Senato) attribuiti dalla ripartizione Europa nella circoscrizione estero alle elezioni politiche del 4 marzo.

Partito Democratico

Politici di lungo corso, professori universitari e... un ex grillino. Sono alcuni dei candidati presenti nella lista del Partito Democratico. Rendere più agevole la vita degli italiani all'estero è il tema ricorrente del loro programma.

Il capolista alla Camera è il trentenne Massimo Ungaro: poliglotta, ha vissuto all'estero per più di vent'anni e studiato alla London School of Economics and Political Science. Le sue proposte si concentrano sul lavoro giovanile e includono la riduzione delle tasse sul lavoro, l'introduzione di un salario minimo nazionale e la lotta agli stage non retribuiti.

Il 77enne Gianni Farina - secondo in lista - frequenta le aule del Parlamento dal 2006, quando gli italiani residenti all'estero parteciparono per la prima volta al voto. Africa, Svizzera e Francia le tappe del suo 'pelligrinaggio' lavorativo: prima come addetto alla direzione dei lavori del genio civile, poi nel campo politico, culturale, sociale e assistenziale.

Il terzo nome in lista è quello di Paolo Modugno. Classe 65, vive da 30 anni a Parigi. Insegna politica e "civilisation" italiana presso l'Università Sciences Po di Parigi, dove lavora alla Direzione degli affari internazionali come incaricato dei rapporti con i paesi dell'Europa del Sud ed il Belgio.

Tra i candidati anche Alessio Tacconi, ex membro del M5S e unico grillino eletto nella circoscrizione estero alle politiche del 2013. Dopo avere lasciato il Movimento 5 Stelle tra mille polemiche, nel 2015 ha aderito al Partito Democratico: "Il M5S si è rilevato una gigantesca farsa - disse Tacconi pochi mesi dopo la sua elezione - le promesse fatte in campagne elettorale erano parole al vento". Completano la lista per la Camera Lanfranco Fanti, Mina Zingariello, Franco Narducci, Angela Schirò, Toni Ricciardi e Leonardo Scimmi.

Sicurezza, migrazione e legalità sono i temi al centro della campagna di Laura Garavini, capolista del PD al Senato. Classe 1966, laureata in Scienze Politiche, alle politiche del 2013 è stata la candidata ad ottenere più voti nella circoscrizione estero. Nel 2012 è stata minacciata da alcuni esponenti dell'estrema destra dopo aver denunciato la presenza di pagine Facebook che inneggiano al fascismo. "Il PD - ha detto - prende molto sul serio le paure e le preoccupazioni dei cittadini. E infatti i temi della sicurezza e della legalità hanno priorità assoluta per il nostro partito. A differenza delle troppe forze politiche che aizzano le paure, e lo fanno con tono demagogico, xenofobo e populista".

Tra i candidati anche Egidio Emilio Stigliano, Maria Laura Franciosi - giornalista e presidente del Press Club di Bruxelles, città in cui vive da 25 anni - e Pietro Mariani, ex musicista e regista televisivo residente in Spagna da trent'anni.

+Europa

Giovane, cosmopolita ed iperqualificato. E' il profilo del candidato medio di +Europa. I campi di competenza vanno dall'ambito giuridico al mondo del lavoro, passando per il settore energetico e urbanistico fino a quello della cybersecurity. Cambiamento e innovazione sono i due mantra di +Europa: i due termini ricorrono praticamente in tutti i profili dei candidati.

Il più 'anziano' è il 46enne Vincenzo Zappino, economista specializzato nello sviluppo turistico, culturale e urbano che negli ultimi 20 anni ha lavorato in più di 40 paesi in tutto il mondo; la più giovane è la 31enne Giulia Pastorella, inserita nel 2016 da Forbes nella lista delle più influenti personalità politiche under 30 in Europa.

Il capolista alla Camera è Alessandro Fusacchia, segretario politico di Movimenta, associazione radicale nata nella primavera del 2017 focalizzata sul lavoro. Come molti suoi colleghi di lista l'Europa l'ha girata in lungo e largo: ha vissuto a Gorizia, Parigi, Bruges, Firenze, Ginevra, Bruxelles e Roma, lavorando per istituzioni europee e ministeri italiani (tra il 2014 e il 2016 è stato capo di gabinetto del ministero dell’Istruzione), passando dalle startup alla scuola e all'università. Ha scritto anche tre romanzi (l'ultimo si intitola 'I solitari').

Fusacchia condivide la passione per la scrittura con Davide Rubini, un altro dei candidati di +Europa. Nel 2016 Rubini è entrato nella rosa dei finalisti del premio Strega con il romanzo 'Il fischio finale': 39 anni, nato a Torino, attualmente vive a Londra e lavora da oltre dieci nel settore energetico, prima per Statoil e ora per Shell.

Tra i candidati c'è anche chi ha già all'attivo un'esperienza parlamentare... all'estero. Si tratta di Luka Juri, geografo e direttore del Museo di Capodistria. Il 40enne Juri ha la doppia cittadinanza italiana e slovena e nel 2008 è stato eletto alla Camera di Stato in Slovenia nelle fila del partito Socialdemocratico. Completano la lista Claudia Basta, Marco Ferraro, Costanza Hermanin, Alessandro Lerario e Roberta Talarico.

Curriculum internazionale anche quello del 42enne Alberto Alemanno, capolista al Senato che si divide tra Europa e Stati Uniti. Giurista, è professore universitario a Parigi e alla New York University, oltre a collaborare come editorialista con Le Monde e Bloomberg. I suoi studi sono apparsi su Economist, New York Times e Financial Times. Alemanno è impegnato in diverse attività pro bono: assiste in veste di consulente decine di organizzazioni della società civile impegnate in campagne sociali. In corso per un seggio a Palazzo Madama anche Paolo Atzori, Claudio Radaelli ed Ersilia Vaudo.

Civica Popolare Lorenzin

Franco Aufiero è il capolista alla Camera della lista alleata del PD. Classe 1951, è residente dal 1973 in Svizzera. "Il mio scopo - si legge nel suo programma (le maiuscole non sono nostre, ndr) - è continuare a proporre e difendere I VALORI NON NEGOZIABILI: la Famiglia, la Vita dal suo inizio al suo naturale compimento, la libertà dell’Educazione e la libertà Religiosa, l’Etica, l’Integrazione positiva degli Italiani che per vari motivi ormai si trovano a vivere lontano dall’amata Italia".

Vive in Svizzera - da oltre cinquant'anni - anche il cavalier Enzo Alloggia, capolista al Senato. Abruzzese di origine, è amico di Antonio Razzi. "Il nostro programma - si legge sul sito ufficiale di Civica Popolare - è molto semplice. Lavorare in favore degli Emigranti sparsi per il Mondo per salvaguardarne il rispetto ed i diritti come 'persone civili' e non solo 'come forza lavoro'".

Liberi e Uguali

Lavoro, immigrazione e legalità sono i temi in cima all'agenda dei candidati di Liberi e Uguali, la cui capolista alla Camera è Sara Prestianni. Classe 1979, vive tra Parigi, Bruxelles e Roma, collaborando con l’ufficio immigrazione Arci e con reti internazionali di difesa dei diritti dei migranti. Ha contribuito a diversi rapporti sulle violazioni dei diritti umani alle frontiere, oltre a pubblicare le sue foto in varie mostre a livello internazionale.

Il secondo nome in lista è quello di Filippo Giuffrida, giornalista residente a Bruxelles da oltre vent'anni. E' stato corrispondente e inviato per varie agenzie stampa italiane e straniere. Presidente del Comitato Provinciale dell'Anpi del Belgio, è stato eletto vicepresidente della Fir, la Federazione Internazionale dei Resistenti.

Il primo nome per il Senato è quello di Federico Varese. Classe 1965, è un criminologo noto per i suoi studi sul crimine organizzato. Autore di diversi libri sulle mafie globali, Varese è un'autorità nel suo campo: nel 2010 John Le Carré ha preso spunto da una delle sue opere per scrivere il romanzo Il nostro traditore tipo, dedicato al riciclaggio internazionale di denaro sporco. "Mi candido - ha detto Varese al quotidiano online Londra, Italia - perché non mi rassegno che il mio paese continui ad essere uno dei più corrotti in Europa con una giustizia lenta e inefficace, e non mi rassegno ai tagli dei servizi pubblici, inclusi quelli consolari".

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