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USA: dopo #metoo c'è "le nostre vite": giovani contro le armi

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USA: dopo #metoo c'è "le nostre vite": giovani contro le armi

USA: dopo #metoo c'è "le nostre vite": giovani contro le armi
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Si sono sdraiati a terra davanti alla Casa bianca, come a terra senza vita sono rimasti i 17 ragazzi del liceo di Parkland, Florida, mercoledì scorso, uccisi da un ex alunno 19enne che ora rischia la pena di morte. L'obiettivo di questi ragazzi, i superstiti, è solo uno: vendicare i morti convincendo i vivi che bisogna cambiare leggi troppo lassiste sul possesso delle armi: Eleanor Nuechterlein. "Dopo la sparatoria a scuola, il mio amico Whitney e io abbiamo deciso che volevamo fare qualcosa al riguardo, i politici continuano a dire che sono dispiaciuti per le vittime e le loro famiglie, ma non stanno facendo nulla al riguardo noi crediamo che qualcosa debba essere fatto".

Nelle stesse ore Nikolas Cruz, accusato di pluriomicidio premeditato, era in udienza a Fort Lauderdale. Poche ore dopo sarebbero arrivate due notizie una buona, e cioè che il presidente Donald Trump avrebbe aperto a maggiori controlli sui possessori d'armi, e una agghiacciante: nel Missouri a Republic un tredicenne è stato arrestato perché progettava una sparatoria in una scuola con un fucile.

Fatti davanti ai quali l'opinione pubblica americana non è più disposta a tacere: Il 24 marzo a Washington e in altre città americane previste altre manifestazioni, titolo "le nostre vite".