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Wikileaks: Julian Assange, arresto confermato

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Wikileaks: Julian Assange, arresto confermato

Wikileaks: Julian Assange, arresto confermato
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Un tribunale britannico ha confermato il mandato d'arresto per il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra da oltre cinque anni.

Il Giudice ha rigettato i cinque punti della tesi difensiva, affermando di considerare ragionevoli e proporzionate le restrizioni a suo carico ed invitandolo a trovare il coraggio di andare in tribunale.

L'attivista si è rifugiato quasi 6 anni fa nell'ambasciata per evitare l'estradizione in Svezia, che nel frattempo ha ritirato le accuse inerenti presunti crimini sessuali, convinto che il caso fosse un pretesto per estradarlo negli Stati Uniti per rispondere delle rivelazioni di Wikileaks.

Settimana scorsa la giustizia inglese aveva detto no all'annullamento del mandato di cattura dopo l'archiviazione del caso in Svezia, rimandando ad oggi la decisione sugli altri punti contestati dalla difesa dell'hacker australiano.

"Trovo che l'arresto sia una risposta proporzionata, anche se il sig. Assange ha limitato la propria libertà per diversi anni. Gli imputati, ovunque nel paese, e le persone ricercate in attesa di estradizione si presentano in tribunale per far fronte alle conseguenze delle loro scelte. Dovrebbe avere il coraggio di fare altrettanto. Procedere non è certamente contrario all'interesse pubblico ", scrive la giudice Emma Arbuthnot.

Qui la sentenza disponibile in pdf.