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Elezioni europee: il sistema dello spitzenkandidaten divide i 28

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Elezioni europee: il sistema dello spitzenkandidaten divide i 28

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L'elezione del prossimo presidente della Commissione europea potrebbe diventare piu democratica, o almeno questa è la richiesta del parlamento europeo, che il 7 febbraio ha votato per un sistema che permette di eleggere solo i candidati principali presentati in anticipo da ogni partito politico. Nel 2014 la procedura era stata usata in via informale ma ora gli eurodeputatoi vogliono ufficializzarla. Su questo argomento mercoledi Jean-Claude Juncker renderà nota la posizione dell'esecutivo europeo.

"Penso che presentare i candidati di ogni partito politico per la carica di Presidente della Commissione europea sia una buona iniziativa che spero continui", spiega Petros Fassoulas segreario dello European movement international. "Sarebbe ancora meglio avere delle primarie con cui ogni partito europeo possa presentare il proprio candidato dopo un processo di selezione aperto e trasparente e quindi assicurarsi che tutti coloro che vi hanno preso parte appoggino il candidato che alla fine diventerà presidente della Commissione europea".

Intanto già circolano i nomi dei possibili candidati: Il commissario agli affari economici Pierre Moscovici per i socialisti, la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager per i liberari e il negoziatore capo per la Brexit Michel Barnier per i conservatori.

La questione, che sarà discussa al prossimo vertice europeo, divide gli stati membri. L'Italia e la Spagna si sono schierate a favore di questa procedura, mentre contrari sono Paesi bassi, Francia e i quattro del gruppo di Visegrad. Ma l'emicilo minaccia di non appoggiare un presidente che non verrà scelto tra la rosa dei candidati presentati in anticipo dalle varie forze politiche.