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Venezia: ciao gondola, un mestiere senza eredi

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Venezia: ciao gondola, un mestiere senza eredi

Venezia: ciao gondola, un mestiere senza eredi
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Alla fine del Cinquecento se ne contavano in città più di diecimila, tutte con una cabina smontabile che proteggeva dal maltempo così come dagli sguardi indiscreti. Ora le gondole di Venezia sono poche decine. Simbolo nel mondo della Serenissima, icone romantiche sognate dai turisti di mezzo mondo, le gondole di un tempo rischiano di scomparire travolte da materiali più economici e tecniche di costruzione più rapide. 

Roberto Tramontin, artigiano della gondola e titolare di Tramontin & Figli, dice: "Ci sarà sempre qualcosa di nero che galleggia a Venezia con qualcosa di appariscente nella sua parte anteriore. Lo chiameranno gondola ma di sicuro non sarà come se fossero cento anni. Forse sarà in plastica, o funzionerà come un gommone che puoi sgonfiare, non so. Forse sarà fatto di carbonio che è già nero e si può anche risparmiare sulla vernice"

Tramontin per realizzare una gondola utilizza otto diversi tipi di legno tra cui quercia, abete, ciliegio e mogano. Per essere modellate le assi, devono prima essere immerse in acqua e successivamente riscaldate con il fuoco. Un lavoro enorme, anche fino a 500 ore per fare una gondola. Un mestiere antico che si tramanda di padre in figlio e che a breve rischia di non avere più eredi. Resterà, certo, la magia di Venezia che questi artigiani guarderanno con nostalgia dai loro laboratori...