ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

I fatti di Macerata? Anticipati in una relazione dei servizi segreti (un anno fa)

Lettura in corso:

I fatti di Macerata? Anticipati in una relazione dei servizi segreti (un anno fa)

I fatti di Macerata? Anticipati in una relazione dei servizi segreti (un anno fa)
© Copyright :
credit Reuters Mr/Ata
Dimensioni di testo Aa Aa

La relazione della nostra intelligence parla chiaro, anzi no: parlava chiaro. Ha la data ferma a un anno fa, infatti, il 2016: il testo, reso pubblico sul sito ufficiale, riunisce la comunicazione di tutte le strutture preposte alla nostra protezione, ed è stato consegnato a febbraio 2017.

“Le formazioni più rappresentative che ambiscono a un accreditamento elettorale - recita il testo nella parte dedicata alla ‘destra radicale in Italia e in Europa’ -, hanno incentrato l’attività propagandistica, rivolta soprattutto ai contesti giovanili e alle fasce sociali più disagiate, su argomenti di richiamo come la sicurezza nelle periferie degradate dei centri urbani, le problematiche economico-abitative “degli italiani” e l’occupazione, nonché la critica nei confronti del sistema bancario e dell’Unione Europea.

In particolare l’emergenza migratoria, ritenuta tra i temi più remunerativi in termini di visibilità e consensi, ha ricoperto un ruolo centrale nelle strategie politiche delle principali organizzazioni che, nel ten¬tativo di cavalcare in modo strumentale il fenomeno, facendo leva sul malessere della popolazione maggiormente colpita dalla congiuntura economica e dalla contrazio¬ne del welfare, hanno sviluppato un’artico-lata campagna propagandistica e contestativa (manifestazioni, presidi, attacchinaggi, flash mob) contro migranti e strutture pubbliche e private destinate all’accoglienza, influenzando indirettamente anche la co¬stituzione di “comitati cittadini” di protesta”.

Per quanto riguarda il resto d’Europa, la relazione continua:

“I principali attori della destra radicale hanno evidenziato inoltre una spiccata proiezione internazionale, in quanto interessati a individuare, ai fini della difesa delle radici etnico-culturali della Nazione, potenziali referenti e alleati in chiave anti- USA e anti-UE. (...) In generale, il diffondersi in ambito europeo di istanze populiste e nazionaliste, nonché di sempre più estesi timori ed insofferenze verso la presenza extracomunitaria, tende ad essere percepito tra i gruppi della destra radicale come un’opportunità per accrescere il proprio spazio politico, determinando pertanto un incremento della correlata attività di mobilitazione.”

La parte dedicata all’aspetto internazionale del fenomeno, inoltre, scende in maggiori dettagli:

“Sul piano previsionale, si ritiene, infine, che continueranno a verificarsi episodi di contrapposizione (provocazioni, aggressio¬ni e danneggiamenti di sedi) con frange dell’estrema sinistra, per effetto sia della mobilitazione concorrenziale su tematiche sociali, da parte di entrambi gli schieramenti, sia delle visioni contrapposte in tema di immigrazione.”

Non manca nel documento il riferimento alle attività degli skinhead, registrata dalle nostre “spie” soltanto a livello di attivismo politico e che tuttavia, in Italia, sembra aver preso una china sempre piu’ pratica. Proprio qualche ora prima che la mano di Luca Traini armasse la pistola su sei immigrati nel centro di Macerata, infatti, un giovane nordafricano aveva denunciato su Facebook la caccia all’uomo, avvenuta a Pavia, contro lui e suoi 5 amici, inseguiti e picchiati nel centro storico della cittadina da una ventina di skinhead, dopo una discussione iniziata in un locale

L’unico dei cinque ragazzi che ha denunciato il fatto, Salem Bikarbas, 21 anni, cittadino italiano, è stato ascoltato dalla Digos di Pavia che ha poi intercettato ascoltandoli altri due dei cinque ragazzi che nella notte fra venerdi’ e sabato scorsi hanno subito l’aggressione. Le indagini sono ancora in corso.

Il Ministro dell’Interno Marco Minniti aveva dichiarato proprio ieri in due colloqui pubblicati da La Stampa e la Repubblica di aver previsto reazioni come quella di Traini e ne rivendicato l’accordo con la Libia: “Noi fermando gli sbarchi, costruendo la legalita' e la sicurezza abbiamo fatto capire qual e' il confine tra democrazia e populismo, che incatena i cittadini alle paure. E lo abbiamo fatto senza muri, senza filo spinato e senza evocare l'invasione”.

Resta il dubbio sul tempo trascorso fra quanto dichiarato nero su bianco sulla relazione dei servizi di sicurezza e i fatti avvenuti a Macerata, se questi potessero essere evitati o meno. E’ passato solo un anno.