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Scandalo Samsung, Lee esce di prigione: pena dimezzata e sospesa

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Scandalo Samsung, Lee esce di prigione: pena dimezzata e sospesa

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È potuto uscire di prigione Lee Jae-Yong il vice presidente di Samsung Electronics. La Corte d'appello di Seul ha dimezzato e sospeso la pena di cinque anni, per corruzione, inflitta in primo grado all'erede della famiglia fondatrice del più grande conglomerato industruale sud-coreano. Lee era in cella dallo scorso febbraio. Secondo la Corte, Lee avrebbe sì pagato le mazzette, ma perché costretto e senza trarne beneficio. 

Uscendo dal carcere, Lee Jae-yong ha detto ai giornalisti che lo attendevano al cancello: 

"Mi dispiace molto di non essere riuscito a mostrare ai coreani il mio lato migliore. L'ultimo anno è stato prezioso, per riflettere sul mio passato. D'ora in poi mi comporterò in modo più scrupoloso, farò del mio meglio."

Un occhio di riguardo?

Samsung è il più grosso conglomerato industriale della Corea del Sud e ora la stampa dice che il condannato ha beneficiato di una certa clemenza da parte dei giudici. Secondo Shim Jung-Taik, autore di diversi libri sulla 'cultura d'impresa Samsung': 

"In Crea del Sud i politici vanno e vengono, ma la potenza di Samsung resta." 

Nello stesso scandalo è rimasta coinvolta anche l'ex presidente della Repubblica, Park Geun-hye. Accusata di aver coperto gli affari che la sua confidente Choi Soon-sil faceva con Samsung e in particolare di aver chiuso un occhio sui fondi neri che le fondazioni di Choi ricevevano dall'azienda, Park è stata sottoposta a impeachment e poi estromessa dal potere.