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Il Papa riceve Erdogan. Il vero messaggio è nel suo regalo?

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Il Papa riceve Erdogan. Il vero messaggio è nel suo regalo?

Foto: REUTERS/Alessandro Di Meo/Pool
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Strette di mano e tratti tirati: una visita in chiaroscuro?

Tratti tirati che si sciolgono in una stretta di mano a favore di telecamere, che meglio coincide con la sintesi della sala stampa vaticana: 50 minuti di udienza, è la versione ufficiale, in cui il Papa ed Erdogan hanno parlato soprattutto di relazioni bilaterali fra Ankara e la Santa Sede, la situazione della Turchia, la condizione della comunità cattolica nel Paese, l'impegno nell'accoglienza dei profughi e le sfide ad esso collegate. 

Ad accompagnare il presidente turco Erdogan una delegazione di 16 persone, tra cui la moglie e la figliaFoto: REUTERS/Alessandro Di Meo

Sul tavolo anche lo statuto di Gerusalemme: "La soluzione è nel dialogo"

Sempre le stesse fonti annoverano fra i punti toccati, anche la situazione in Medio Oriente, con particolare riferimento allo statuto di Gerusalemme. Sul tema, a fine dicembre già oggetto di una telefonata in cui Papa Francesco aveva espresso l'importanza di mantenere lo statu quo, le parti hanno espresso la necessità di promuovere la pace e la stabilità attraverso il dialogo e nel rispetto dei diritti umani.

Dal Papa un angelo che strangola il demone della guerra. Messaggio in codice su Afrin?

L'angelo che strangola il demone della guerra, raffigurato sul medaglione di cui il Pontefice ha fatto omaggio al presidente turco sembra tuttavia tradire una stoccata su temi meno consensuali, come la guerra in Siria e, in particolare, l'offensiva contro i curdi nella regione di Afrin. Erdogan ha ricambiato con una gigantografia in ceramica, raffigurante una vista panoramica di Istanbul in cui si si possono distinguere la cupola di Santa Sofia, celebre cattedrale poi trasformata in moschea, e l'altrettanto nota Moschea Blu.

L'omaggio di Papa Francesco a Erdogan: un medaglione raffigurante un angelo che strangola il demone della guerra

L'onore dell'udienza sullo sfondo di malcelate tensioni

Primo presidente turco da quasi 60 anni a questa parte ad essere ricevuto in Vaticano, Erdogan aveva già incontrato Papa Francesco ad Ankara nel 2014. Da allora, non sono tuttavia mancati i punti di frizione. A scatenare la piccata reazione turca era in particolar modo stato il fatto che, durante un viaggio in Armenia nel giugno 2016, il Pontefice avesse fatto riferimento al massacro degli armeni operato dalle truppe ottomane nel 195-1916 come "genocidio", un termine rifiutato da Ankara e in quell'occasione bollato come frutto di una "mentalità da Crociati".