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Come i campi elettrici pulsati possono rivoluzionare l'industria alimentare

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Come i campi elettrici pulsati possono rivoluzionare l'industria alimentare

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Amiamo i nostri succhi di frutta freschi e il nostro olio d’oliva extra vergine.

Amiamo i nostri succhi di frutta freschi e il nostro olio d’oliva extra vergine. C‘è una nuova elettrizzante tecnologia che li rende più facile da produrre e anche più sani: è quella dei campi elettrici pulsati, sviluppata da un progetto di ricerca europeo a cui aderiscono alcune aziende agricole.

Una di questa si trova a Cahir, In Irlanda. E’ azienda agricola a conduzione familiare che produce ogni anno 600 tonnellate di mele. Un parte viene trasformata in succo, sidro e aceto attraverso l’uso dei campi elettrici pulsati. “E’ una tecnologia che funziona alla perfezione con le mele più dure, nelle prime settimane dopo il raccolto – ha detto a Euronews Cornelius Traas, proprietario dell’azienda -. Quando le trattiamo con questo processo otteniamo il 3-4% di prodotto in più”.

Le mele vengono inserite in una camera di trattamento. Gli impulsi elettrici prodotti all’interno perforano le membrane cellulari della frutta, semplificando la spremitura. La stessa tecnologia può anche uccidere i microbi, aumentando il tempo di conservazione dei succhi freschi.

“Stiamo aspettando una camera più piccola – ha detto Traas – in modo da poter applicare una carica maggiore in uno spazio più piccolo. In questo modo speriamo non solo di perforare le membrane cellulari del frutto, ma anche di uccidere i batteri, in modo da non usare i conservanti”.

E’ una tecnologia che non si applica solo alle mele. L’Università di Saragozza la sta testando nella produzione di vino rosso. I pori nella cellule della buccia generati dagli impulsi elettrici abbreviano il tempo di macerazione senza rovinare il sapore del vino.

“C‘è un cambiamento nei polifenoli – ci ha spiegato il professor Marcos Maza -. E’ per questo che il vino prodotto con i campi elettrici pulsati ha un coloro più intenso, contiene più polifenoli rispetto al vino prodotto in maniera tradizionale”.

I ricercatori puntano a dimostrare i vantaggi commerciali di questa tecnologia alle aziende agricole. I costi dell’investimento iniziale sono compensati dall’utilizzo di innovativi generatori di impulsi. Anche i costi energetici sono sorprendentementi bassi.

Elisa Luengo, ricercatrice dell’Università di Saragozza, ci ha spiegato come funziona il processo. “Usiamo l’alta tensione, ma il trattamento viene applicato con impulsi molto brevi, nella scala dei microsecondi, quindi il fabbisogno energetico totale è molto ridotto: il trattamento di un chilo di pomodori richiede meno energia rispetto a quella richiesta per aumentare di un grado la temperatura di un litro d’acqua”.

I pomodori trattati in questo modo possono essere sbucciati facilmente senza l’utilizzo di acqua bollente. Così facendo si risparmia energia e si inquina di meno. Inoltre viene preservato il valore nutrizionale dei vegetali, rendendo più sano e gustoso il cibo prodotto industrialmente.

“E’ un tecnologia non termica – ci ha detto il professor Javier Raso – che consente di evitare gli effetti negativi causati dal calore sulle proprietà del cibo e permette al consumatore di acquistare prodotto più nutrienti. Inoltre permette di ridurre il costo energetico del processo.

I ricercatori sono convinti che la tecnologia dei campi elettrici pulsati sia adatta soprattutto alle aziende medio-piccole: è un’innovazione che può aiutarle a rafforzare la loro competitività sul mercato.

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