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Belgio, processo Abdeslam, il Pm chiede il massimo della pena

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Belgio, processo Abdeslam, il Pm chiede il massimo della pena

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Non dà segni di ripensamento né di cedimento Salah Abdeslam, nell'unica dichiarazione resa nel primo giorno del processo sulla sparatoria del marzo 2016, qualche giorno prima della fine della sua fuga dopo gli attentati di Parigi e a una settimana da quelli di Bruxelles.

L'udienza, tenutasi nel palazzo di Giustizia della capitale belga, dopo la richiesta della Procuratrice del massimo della pena, 20 anni, è stata poi aggiornata a giovedi.

L'atteggiamento tenuto dall'imputato ha sollevato la reazione dei familiari delle vittime.

"Non solo dice che non uscirà dal silenzio, ma anche dichiara cose che sono vere provocazioni, dicendo che solo lui crede in Dio e che solo Dio ha la sua fiducia, dicendo al presidente della Corte che lui non ha paura, che non ha paura di lei e dei suoi alleati, così ha detto", dice il presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime.

Secondo Abdeslam "i musulmani sono matrattati perché non si riconosce per loro la presunzione di innocenza".

"Credo cne nessuno possa dirsi soddisfatto di questo atteggiamento. Ora speriamo che i suoi avvocati vogliano portare gli elementi di risposta che sono un diritto delle vittime. E speriamo che giovedi sia la volta buona", spiega un legale di parte civile.

Tagliando di due giorni il calendario delle udienze, la corte ha fissato l'arringa difensiva per giovedi, dopo l'intervento delle parti civili.