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Scavi archeologici nei territori palestinesi, così Israele giustifica i suoi insediamenti

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Scavi archeologici nei territori palestinesi, così Israele giustifica i suoi insediamenti

Scavi archeologici nei territori palestinesi, così Israele giustifica i suoi insediamenti
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L'archeologia usata per fini politici. In un rapporto rivelato venerdì dal quotidiano britannico The Guardian, i funzionari europei avvertono che Israele sta conducendo scavi archeologici per legittimare gli insediamenti illegali nei quartieri palestinesi di Gerusalemme. Attraverso le strutture turistiche, il governo israeliano intenderebbe rivendicare la presenza ebraica nell'area.

"Israele sta cercando di falsificare la storia, - denuncia Mai Alkaila, ambasciatrice dello stato palestinese in Italia - stanno cercando di aumentare il numero di coloni in Cisgiordania in modo da poter cambiare la demografia anche in quei territori. Ma secondo il diritto internazionale e le risoluzioni dell'ONU, gli insediamenti sono illegali".

Sui numerosi progetti nella zona est di Gerusalemme Israele non ha voluto commentare la notizia considerata non oggettiva.

L'insediamento di coloni israeliani ha portato negli anni all'emarginazione e all'isolamento dei palestinesi, in quei territori occupati da Israele nel 1967.

Mercoledi l'alto commissariato per le nazioni unite ha pubblicato una "lista nera" delle società accusate di contribuire alla confisca della terra e al trasferimento di coloni attraverso attività commerciali.

Tra queste figurano molte imprese americane.

L'appoggio degli Stati Uniti alla costruzione degli insediamenti non stupisce. alla luce del recente riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele da parte di Donald Trump, ma mette a rischio il processo di pace in Palestina.