ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Rapper spagnolo rischia 5 anni di carcere per aver insultato il Re

La Procura della Repubblica della Corte suprema nazionale lo accusa anche di esaltare il terrorismo in diversi tweet

Lettura in corso:

Rapper spagnolo rischia 5 anni di carcere per aver insultato il Re

Dimensioni di testo Aa Aa

Il rapper spagnolo Pablo Hásel (nome artistico di Pablo Rivadulla) rischia di essere condannato ad una pena detentiva di cinque anni per esaltazione del terrorismo, insulti alla Corona e alle istituzioni statali. Oggi, 1 febbraio, si è tenuta l'ultima udienza all'Audiencia Nacional (AN) spagnola prima della sentenza.  

Il procuratore ha chiesto due anni e nove mesi di carcere e una multa di 40.500 euro, ma in caso il cantante non potesse pagare gli anni di galera sarebbero cinque. 

L'ufficio del procuratore basa l'accusa contro il rapper antifascista, che era già stato condannato nel 2014 dalla Corte Suprema per il reato di esaltazione di terrorismo, sul testo della canzone "Juan Carlos el Bobón". In essa, tra le tante cose l'ex sovrano spagnolo è definito "capo mafioso" e viene accusato di aver ucciso il fratello. Juan Carlos I è chiamato anche "parassita". Secondo il procuratore Campos Navas, queste parole sono "impertinenti sotto ogni punto di vista e non necessarie" per esprimere le idee del rapper, e danneggiano "la dignità del Re emerito, minando la sua fama o attaccandone la stima" e quindi costituiscono un crimine.

Sotto scrutinio in vista della sentenza anche 62 tweet del suo account personale.

"Policía Nazi-onal torturando hasta delante de las cámaras", si legge in uno di essi.

Pablo Hasel ha detto davanti all'Alta Corte che "metà del paese si sente allo stesso modo" e che scrittori "per niente sospettati di crimini contro lo Stato"  hanno raccontato le stesse cose nei suoi libri, tra essi Pilar Urbano o Ana Romero.

"Vediamo se sono colpevole io del fatto che il Re chieda denaro pubblico per andarsene a caccia o per pagare il silenzio delle suoe amanti, come Barbara King. Se viene chiesta la prigione per tutti media che ha parlato di questa storia, non ci sarebbero carceri", ha detto davanti alle domande del Procuratore Generale.

Nel febbraio scorso, anche il rapper maiorchino Josep Miquel Arenas, nome d'arte Valtonyc, è stato condannato dall'Alta Corte a 3 anni e mezzo di prigione per gli stessi reati.