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Global Conversation, Brasile: "Il Paese è cresciuto, a breve accordi con l'UE"

Abbiamo parlato con l'attuale Presidente del Brasile, Michel Temer, che ha negato le accuse che lo vedrebbero coinvolto in uno scandalo di corruzione

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Global Conversation, Brasile: "Il Paese è cresciuto, a breve accordi con l'UE"

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Il Brasile è stato nuovamente colpito da disordini politici, con l’ex Presidente, Lula da Silva, che ha perso l’appello avverso la condanna per corruzione, perdendo inoltre le residue speranze di un ritorno politico alle prossime elezioni presidenziali.

Poco prima che questa decisione fosse resa pubblica, abbiamo parlato con l’attuale Presidente del Brasile, Michel Temer, che ha negato le accuse che lo vedrebbero coinvolto in uno scandalo di corruzione su larga scala.

Abbiamo discusso della fragile ripresa economica del Paese e, naturalmente, della lunga battaglia del Brasile contro la corruzione.

Isabel Kumar, Euronews:

Presidente, molte grazie per essere qui a Global Conversation: la corruzione sembra ora essere endemica in Brasile, lei stesso ha affrontato accuse che ha negato, al pari degli ultimi due Presidenti.

Mi consenta la domanda: questo sembra essere un problema che ha origini remote, perché il Brasile è così corrotto?

Michel Temer, Presidente Brasile:

“Sa, la questione è interessante, perché gli sforzi per combattere la corruzione sono il risultato diretto della nostra Costituzione.

Le accuse di corruzione sono venute alla luce molto chiaramente e non c‘è stato alcuno sforzo per contrastare il fenomeno, questo è il motivo per cui si è esteso così tanto in Brasile: lei hai pure accennato alle presunte accuse di corruzione che coinvolgono la mia persona, che ho respinto con veemenza.

Il Brasile non si è mai stato fermato davanti ad accuse di corruzione: è interessante notare che, in un brevissimo arco di tempo, i miei detrattori sono stati smascherati, in realtà quelli che mi hanno accusato sono in prigione, mentre parliamo”.

Kumar: Questo danneggia la sua credibilità, mentre cerca di combattere le accuse? Intendo, il fatto che sia stato coinvolto in precedenza in scandali inerenti la corruzione.

Temer: “Lasci che le dica una cosa, senz’altro positiva per lei e i telespettatori: probabilmente sa che, negli ultimi 6-7 mesi, non solo abbiamo visto un’espansione di questo fenomeno cui faceva riferimento, ma è anche un periodo in cui il Paese è cresciuto in modo sostanziale.

Permettetemi di condividere alcuni fatti e cifre con voi, di cui non sono certo siate a conoscenza: nel trimestre passato, siamo stati molto concentrati sugli sforzi per superare la disoccupazione, nel quarto trimestre sono stati creati 1,4 milioni di nuovi posti di lavoro, poco più di un anno fa il nostro PIL era al -3,3%, a distanza di un anno era già positivo e le previsioni per quest’anno oscillano tra il 2,5% e il 3%.

Kumar: Ok, queste sono problematiche di cui parleremo, ma la mia domanda è un’altra: pensa che la sua credibilità sia offuscata a causa di questo clima di corruzione e del fatto che lei abbia affrontato personalmente accuse di corruzione?

Temer: “Oh sì, a causa di queste false e fuorvianti affermazioni, sì: ciò influenza in qualche modo la mia onorabilità, naturalmente, da una prospettiva morale, non dal punto di vista della governabilità”.

Kumar: Quindi, parlando di economia, al momento stiamo assistendo a una modesta ripresa: ora regna l’incertezza, soprattutto in Brasile: qual è la sua prospettiva per il 2018? Intravede qualcosa di positivo o ha preoccupazioni per gli scenari futuri?

Temer: “Prospettiva molto positiva perché la ripresa non è stata così lenta, stiamo parlando di un’amministrazione in carica solo da un anno e otto mesi, non da otto anni: i fatti e le cifre che ho appena condiviso dicono molto sul fatto che ci siamo lasciati alle spalle la recessione nei primi 8-9 mesi, il Brasile sta riprendendo il suo modello di crescita”.

Kumar: Siete parte del blocco commerciale Mercosur, c‘è un accordo con l’Unione Europea che sembra molto vicino, tuttavia abbiamo l’impressione che stiano incontrando difficoltà al momento, in particolare sul versante europeo: pensa che l’accordo andrà a buon fine?

Temer: “Se non lo si conclude questo mese, molto probabilmente si giungerà ad un accordo entro la fine di febbraio, in effetti c‘è stata qualche resistenza da parte di alcuni Paesi europei, ma quelle riluttanze sono state superare dallo sforzo naturale di impegnarsi in un dialogo e dare ricevendo, sia dal lato europeo che sul fronte Mercosur, quindi penso che presto sarà completato l’accordo con l’Unione Europea”.

Kumar: Abbiamo discusso della situazione in Brasile in termini di corruzione, ovviamente sotto il profilo economico c‘è preoccupazione tra gli elettori, questo è un anno elettorale e sentiamo le preoccupazioni di una figura, magari dell’estrema destra, che potrebbe invertire le riforme che si stanno mettendo in atto: è qualcosa che la preoccupa, ora come ora?

Temer: “Non direi, perché le riforme attuate hanno avuto così tanto successo finora che non ci sarebbero state condizioni per l’opposizione di qualunque futuro candidato, si pensi ad un Presidente o ad un candidato che desideri criticare il Governo: dovrà dire che è contro il calo degli attuali tassi di inflazione, che erano al 10% e attualmente è al 2,9%, dovrà dire che è contrario a ridurre i tassi di interesse, che erano al 14% e ora sono al 7%, dovrà anche dire che è contrario ai tetti del Governo per spendere liberamente, invece di farlo solo a fronte di un’entrata, e che è contrario all’aggiornamento e al miglioramento del mondo del lavoro e agli sforzi che hanno portato a milioni e milioni di posti di lavoro.

Quindi, sono abbastanza certo che nessuno possa essere eletto in Brasile senza sostenere le riforme, il che non significa avere misure populiste, perché quelle precedenti ci hanno portato dove eravamo, quando sono entrato in carica: questo è forse il motivo per cui c‘è una certa dose di impopolarità nel caso del Presidente, perché le nostre misure sono a lungo termine”.

Kumar: Ora lei è nella presunta, sfortunata posizione di essere uno dei Presidenti più impopolari della storia moderna del Brasile: perché pensa che accada ciò? Quando guarda indietro nel tempo, considerando che non ha intenzione di ricandidarsi, mi dica come si sentiva all’atto della presa in carico del ruolo.

Temer: “La mia carriera di politico e anche quella di professore universitario è stata di grande successo, sono d’accordo con lei in quanto sono rimasto un po’ deluso dal fatto che, all’improvviso, mi sono trovato accusato di falsità che in qualche modo influenzano la mia credibilità, tuttavia ciò non mi ha affatto impedito di continuare a lavorare e godere ancora di un senso di orgoglio, non tanto relativo all’essere Presidente, quanto piuttosto per lasciare un’eredità eccezionale alle generazioni future: pertanto, il fattore impopolarità non mi rende affatto pauroso, perché ciò che conta davvero per me è l’attuale riconoscimento, che sta iniziando a materializzarsi, e il riconoscimento futuro”.